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Attualità lunedì 29 agosto 2016 ore 12:31

Terapia Dikul, il rimborso non s'ha da fare

La Cassazione ha respinto il ricorso di un paziente piemontese curato a Firenze che voleva essere rimborsato: "Notato solo un beneficio psicologico"



FIRENZE — La Corte di Cassazione ha detto no. Una bocciatura che arriva dopo che nel paziente sottoposto in un centro specializzato fiorentino alla terapia per la rieducazione motoria il tribunale di Pinerolo aveva acceso la speranza. La corte piemontese, infatti, si era espressa a favore del rimborso in primo grado ma poi, nel 2011, la Corte d'Appello aveva ribaltato la sentenza. Ora gli Ermellini hanno confermato quanto deciso in Appello. 

Il paziente, colpito da lesioni midollari, non dovrà essere rimborsato dal Servizio sanitario nazionale perché la terapia che gli è stata somministrata si limita a produrre un "beneficio di natura psicologica", ha detto la Cassazione. In realtà ci sono dei precedenti. Nel 2011, per esempio, a un fiorentino era stato riconosciuto il diritto al rimborso ma nel caso del piemontese la Suprema Corte ha deciso in modo diverso. Se in primo grado il consulente tecnico del tribunale aveva messo l'accento sui "miglioramenti psicologici", in appello è stata sottolineata la mancanza di "evidenze scientifiche di un significativo beneficio in termini di salute a fronte delle risorse impiegate".

La Cassazione ha detto che "l'erogazione delle cure" a carico dell'Asl non deve dipendere dalla "mera scelta" del paziente e, in questa ottica, si devono escludere, dopo gli opportuni approfondimenti, le terapie "che non si dimostrano efficaci e appropriate al singolo caso". I giudici di secondo grado, con una "motivazione illogica da vizi logico-giuridici", non hanno trovato prove della validità della Dikul e, quindi, non è stato nemmeno necessario procedere ai "riscontri di efficacia sulla vita del paziente".

La terapia prende il nome dal suo inventore, un trapezista russo ed è nata per rafforzare la muscolatura del tronco di chi è rimasto vittima di gravi incidenti o soffre di patologie invalidanti. 

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