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Attualità lunedì 02 gennaio 2017 ore 18:30

Nel timer della bomba un tragico salto di qualità

Secondo i primi accertamenti della polizia, la bomba esplosa davanti alla libreria è simile ad altri ordigni di matrice anarchica usati in passato



FIRENZE — Rispetto al passato c'è una novità nell'esplosione dell'ordigno che ha fatto perdere una mano e lesionato seriamente un occhio all'artificiere che lo stava disinnescando davanti alla libreria 'Bargello' in via Leonardo da Vinci. Questa novità è il timer su cui si sta concentrando l'attenzione della polizia. 

Dai primi accertamenti eseguiti nelle ore successive alla deflgrazione, infatti, la bomba ha avuto un potenziale esplosivo simile a quello di ordigni già usati in precedenza in azioni di matrice anarchica a Firenze. Unica differenza, appunto, il timer che si sarebbe inceppato intorno alle 3.30 per poi riattivarsi quando l'artificiere ha iniziato a esaminare l'ordigno infilato nella serranda della libreria. A quel punto si è verificata l'esplosione. 

Non sembra ci fossero, all'interno della bomba, oggetti metallici come chiodi o bulloni, solitamente usati negli ordigni confezionati con il preciso obiettivo di ferire le persone. A investire l'artificiere sarebbero state infatti le schegge dell'involucro con il quale era confezionata la bomba, probabilmente, quello sì, si metallo. 

A fare chiarezza sull'esatta dinamica dell'accaduto saranno i risultati dei rilievi della polizia scientifica. Poi, quando potrà essere ascoltato, anche lo stesso artificiere potrà dare un contributo importante alle indagini. 

Intanto, le perquisizioni a carico di esponenti di area anarchica effettuate fin da ieri a Firenze e in altre città della Toscana, una decina in tutto, non avrebbero portato al sequestro di materiale che al momento possa essere considerato collegato in modo diretto all'esplosione. Pare che nemmeno il primo esame delle telecamere di sorveglianza abbia fornito, per ora, elementi utili.  

Intanto il ministro dell'Interno Marco Minniti, dopo aver fatto visita a Careggi all'artificiere rimasto ferito dall'esplosione di un ordigno, si è soffermato a lungo a parlare con la moglie dell'agente di polizia assicurando la "vicinanza e la solidarietà delle Istituzioni" e sottolineando che "non verranno lasciati soli neppure per un istante". 

Minniti ha incontrato anche i medici della struttura ospedaliera ai quali ha espresso il proprio apprezzamento per il lavoro svolto. Con il Procuratore della Repubblica Giuseppe Creazzo, ha poi fatto il punto sulle indagini in corso assicurando "il massimo sforzo per assicurare quanto prima alla giustizia i responsabili di questo vile e odioso atto criminale". Il ministro ha incontrato anche i colleghi dell'artificiere esprimendo "piena riconoscenza per l'alto senso di responsabilità e abnegazione del sovrintendente rimasto ferito che, sebbene si trovasse a casa, appena avvertito della presenza dell'ordigno, si è subito recato sul luogo del ritrovamento per adempiere al proprio dovere. Ciò a dimostrazione, ancora una volta dell'efficacia dei servizi di pattugliamento e controllo del territorio posti in essere". 

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