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Attualità martedì 30 giugno 2020 ore 12:04

Mille tassisti a rischio nella mobilità post Covid

I tassisti fiorentini attraversano una crisi strutturale dovuta in parte agli effetti della pandemia ed in parte alla riorganizzazione della mobilità



FIRENZE — Firenze si è dimenticata dei tassisti? Le piazzole di sosta sono invase dalle auto bianche, emblematica l'immagine di piazza Alberti dove 4 posti sono occupati da 10 vetture e così è anche alla stazione di Campo di Marte e nelle altre aree periferiche al centro storico. 

Sono mille i tassisti fiorentini con una famiglia alle spalle che rischiano di affondare nella crisi. Tra gli effetti della pandemia c'è la riorganizzazione della mobilità urbana con il Comune di Firenze che ha scommesso sulle biciclette e sul trasporto condiviso aprendo ad un ampliamento delle flotte di car sharing, bici e monopattini oltre al potenziamento della tramvia con nuove linee di adduzione per i bus su gomma. Per il circuito turistico, in timida ripresa, sono disponibili mezzi leggeri che gli stessi tassisti hanno segnalato invitando ad effettuare maggiori controlli sulle autorizzazioni. 

I tassisti non ci stanno ad essere messi da parte e chiedono di essere integrati nella nuova visione trasporto locale.

Sono stati tra i primi a reagire al confinamento attivando la sanificazione delle vetture ed adottando un divisorio tra conducente e passeggeri, hanno lanciato una campagna motivazionale invitando i fiorentini a non mollare nel momento di difficoltà e sempre nel momento più critico si sono resi disponibili per il trasporto di medicinali e beni alimentari (vedere articoli correlati). 

"Le chiamate sono crollate, tanti colleghi ancora non sono tornati a lavoro perché il lavoro non c'è" ha esclamato il presidente Uritaxi e tassista fiorentino, Claudio Giudici. 

I sindacati chiedono "finanziamenti a fondo perduto ed eliminazione delle tasse per il 2020" ma nel mirino ci sono i mezzi di trasporto alternativi che rischiano di tagliare le gambe al servizio taxi "Lotta a risciò e caddy, li vediamo nel centro di Firenze, in particolare nella zona tra piazza Duomo e piazza Signoria, raccogliamo dai nostri colleghi le segnalazioni, con tanto di video e foto. Si tratta di soggetti che non hanno alcuna autorizzazione per poter operare e fare i tour facendo salire a bordo i turisti con i bagagli". "Se c'è un disegno per fare saltare il settore per aprirlo ancora di più alle multinazionali questa è sicuramente la strada giusta" è la preoccupazione del presidente Giudici che invita a ripensare il servizio integrandolo maggiormente con il trasporto locale.



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