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Attualità sabato 15 aprile 2017 ore 09:01

Migranti, scintille tra Comune e gesuiti

Risposta dell’assessora comunale al welfare Sara Funaro alla lettera di padre Brovedani: “La proprietà chieda lo sgombero dell’immobile occupato"



FIRENZE — La lettera affissa da padre Ennio Brovedani sulle porte dell’edificio occupato dai migranti nei giorni successivi al rogo del capannone di Sesto Fiorentino in cui perse la vita Ali Moussa, come prevedibile, ha suscitato subito la reazione di Palazzo Vecchio. 

Nel messaggio in cui i gesuiti invitano i migranti a lasciare lo stabile, infatti, si fa riferimento anche alle difficoltà di comunicare con il Comune sulla vicenda. 

A prendere la parola è stata l’assessora al welfare Sara Funaro. "Come amministrazione comunale stiamo collaborando e cercando una soluzione, ma dal momento che la proprietà non richiede lo sgombero i tempi per liberare l'immobile non si possono determinare, e padre Brovedani lo sa bene, visto che ne abbiamo parlato più volte sia a voce che di persona”, ha detto Funaro. 

L’assessora ha poi sottolineato che "è noto che le assistenti sociali non vanno all'interno delle occupazioni, ma stiamo comunque collaborando e trovando soluzioni con le altre Istituzioni competenti. Una cosa, però, deve essere chiara: noi non deroghiamo al principio della legalità. E questo lo abbiamo spiegato più volte. Se laproprietà ha questa percezione della nostra disponibilità ripenseremo alla nostra collaborazione". 

"Mi lasciano poi sorpresa e amareggiata le dichiarazioni di padre Brovedani sulla mancanza di volontà da parte del sindaco Nardella di incontrarlo - ha aggiunto Funaro - Io stessa e i miei più stretti collaboratori siamo in contatto costante con lui dall’inizio della vicenda e sa bene come gli ho detto anche una settimana fa che il sindaco è più che disponibile e che comunque è normale che deleghi l'assessore competente per materia ad occuparsi della vicenda".



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