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Attualità mercoledì 17 gennaio 2018 ore 12:52

In Russia sulle orme della storia

Undici italiani ripercorreranno la ritirata del Corpo d'Armata Alpino. Fra loro anche il nipote di un tenente fiorentino della divisione Pasubio



FIRENZE — In occasione del 75mo anniversario della ritirata in Russia del Corpo d'Armata Alpino, dal 18 al 27 gennaio undici italiani ripercorreranno un tragitto di duecento chilometri per vedere con i propri occhi i luoghi vissuti durante la Seconda Guerra mondiale da persone a loro care. La spedizione è stata organizzata dall'associazione Sulle orme della storia e nel gruppo c'è anche Stefano Lupi, nipote del fiorentino Enrico Magnanensi, tenente della Divisione Pasubio che perse la vita proprio durante la ritirata.

"Da quando, cinque anni fa, mi sono messo sulle tracce del percorso militare di mio nonno e ho scoperto tra le altre cose il suo luogo di morte - ha spiegato Stefano Lupi - l’unico pensiero è stato di poter un giorno solcare quelle terre, per sentire e provare ad immaginare quello che un ragazzo di 27 anni ha potuto vivere a migliaia di chilometri di distanza dalla casa dove lo stava aspettando sua moglie, in attesa della sua bambina che lui non ha mai potuto conoscere: la mia mamma”.

"La ritirata in Russia è una storia lontana ma che è ancora nel ricordo vivo di migliaia di famiglie - si legge in una nota dell'associazione Sulle orme della storia - Un nonno o un padre letteralmente scomparsi. Un numero su un registro per la burocrazia, una vita spezzata per chi non è tornato ma anche per chi a casa lo ha atteso per anni". 

"La spedizione è un viaggio non turistico ma rievocativo per “rivivere” le condizioni di quei giorni di 75 anni fa in cui centinaia di migliaia di soldati morirono coraggiosamente - spiega ancora l'associazione - Sono circa duecento i chilometri che un gruppo di undici persone, professionisti di diversi settori, ognuno con la propria storia, affronterà a piedi dal Don a Nikolajewka, la località dove, il 26 gennaio 1943, gli ultimi resti del Corpo d'Armata Alpino, con estremo sacrificio, riuscirono a spezzare l’accerchiamento dell’esercito russo e ad aprirsi la via verso il ritorno in patria".

"La spedizione sarà un viaggio difficile, immerso nel freddo della Russia d’inverno - conclude l'associazione - Le intemperie e le difficoltà però non fermeranno questo gruppo di persone che, spinte da diverse e personali motivazioni, ha deciso di visitare quei posti per non dimenticare mai".



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