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lunedì 24 febbraio 2020

Attualità mercoledì 24 maggio 2017 ore 13:26

Il Saloncino della Pergola dedicato a Paolo Poli

Foto twitter Dario Nardella

Nel giorno in cui avrebbe compiuto 87 anni nel teatro fiorentino si è svolta la prima intitolazione all'attore scomparso un anno fa



FIRENZE — Non voleva essere una commemorazione ma una festa l'intitolazione del Saloncino della Pergola a Paolo Poli, artista indimenticabile del panorama teatrale (ma anche televisivo) italiano. E in fondo una festa lo è stata visto che la data scelta era anche quella del compleanno dell'attore, scomparso il 25 marzo del 2016. 

Presente la sorella Lucia che ha coordinato un evento dedicato al fratello con i componenti della famiglia, con gli amici e con i colleghi che hanno lavorato con lui nella sua lunga carriera. 

Alla cerimonia era presente anche il sindaco di Firenze Dario Nardella che ha detto: "Per ricordare Paolo abbiamo scelto il giorno del suo compleanno perché è un giorno festa. Da oggi e per sempre questo luogo lega un pezzo di sé alla vita e alla carriera di Poli. Ricordo che l'ultima volta che Paolo parlò in pubblico fu nel teatro Niccolini, appena riaperto dopo 20 anni. Tra le altre cose lui disse che l'unico premio che ha amato in vita sua è l'applauso del pubblico, e quello di stasera gli avrebbe sicuramente fatto piacere". 

Giusto per ricordare una parte dei trascorsi artistici dell'attore, la prima volta che Paolo Poli si esibì alla Pergola fu nel 1963 con 'Il mondo d’acqua' di Aldo Nicolaj. Tra gli anni Sessanta e gli anni Duemila Poli è salito sul palco di via della Pergola altre cinque volte: con 'Il candelaio di Bruno Giordano' nel 1964, con 'Il milione di Sergio Tofano' nel 1965, con 'Il tranello di Medusa' di Erik Satie nel 1999, con 'Jacques il fatalista' di Ida Omboni e Paolo Poli (da Diderot) nel 2003, con 'Il ponte di San Luis Rey', dal romanzo di Thornton Wilder, nel 2005. L'ultima volta è stata nel 2007, quando (anche con un braccio rotto) interpretò 'Sei Brillanti Giornaliste Novecento', una commedia ‘in due tempi’ tra parole, musica e pittura, sui testi di sei giornaliste: Mura, Paola Masino, Irene Brin, Camilla Cederna, Natalia Aspesi, Elena Gianini Belotti.

Ma i ricordi di Paolo Poli nella mente dei suoi spettatori sono molteplici: i sorrisi con il pubblico all'uscita dagli spettacoli, quando arrivava sempre elegantissimo in papillon e la voce inconfondibile e versatile con cui negli anni ha raccontato a tanti bambini, ora cresciuti, fiabe e novelle. 



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