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lunedì 26 agosto 2019

Attualità martedì 01 agosto 2017 ore 12:32

Il ricordo dei ponti fatti saltare dai tedeschi

Una rappresentazione teatrale a Palazzo Pitti per ricordare la notte tra il 3 e il 4 agosto 1944 quando esplosero le mine per ostacolare gli Alleati



FIRENZE — Si chiama la 'notte della memoria' e anche quest'anno gli Uffizi hanno deciso di celebrarla per tornare a quelle ore tragiche in cui le mine piazzate dalle truppe tedesche in ritirata furono fatte saltare sotto ai ponti sull'Arno e tanti edifici del centro storico. Si salvò solo il Ponte Vecchio. Una mossa con cui i tedeschi vollero rallentare l'avanzata dagli Alleati e che spaccò in due la città. 

Quella notte sarà ricordata la sera del 4 agosto con materiale fotografico e cinematografico di archivio, oltre che con una rappresentazione teatrale a cura della Compagnia delle Seggiole, 'La notte dei ponti di Firenze', che si svolgerà nel cortile di Palazzo Pitti. La sede scelta non è casuale: chi perse la casa trovò rifugio proprio in Palazzo Pitti e a Boboli, in quel momento aree sicure. La Compagnia delle Seggiole interpreterà, sotto la cura di Sabrina Tinalli con Fabio Baronti, Luca Marras e la stessa Tinalli, testi di Anna Banti, Nello Baroni e Giulio Bencini, intellettuali e artisti che hanno lasciato un ricordo toccante di quelle ore. 

"Le ricostruzioni hanno quasi cicatrizzato le ferite inferte alla città, ma quello che non si può risarcire, quello che rimane irreparabile, è il sacrificio di tante vite umane - afferma il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt - E dunque diventa urgente, proprio ora, quando in molte parti d'Europa risorge l'ideologia nazifascista e si registra una crescita di delitti xenofobi e antisemiti, conservare e rinnovare il ricordo degli inenarrabili abomini del nazismo. In questo periodo critico, in cui ci troviamo ad accogliere profughi che scappano da paesi in guerra e migranti in cerca di asilo e sopravvivenza, va ricordato con più forza il ruolo di Palazzo Pitti, quando divenne rifugio per le famiglie fiorentine", con letti e pasti di fortuna, sfollate per le distruzioni. 



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