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Arte domenica 02 luglio 2017 ore 17:00

Il museo effimero della moda

Una grande mostra alla Galleria del Costume sfida l'immagine di transitorietà della moda.



FIRENZE — E' "Il museo effimero della moda", effimero come è per definizione la moda ma anche effimero perché destinato a finire, purtroppo, presto. La mostra, inaugurata in occasione di Pitti 92, sarà infatti visitabile solo fino al 22 ottobre prossimo.

Allestimento sfarzoso, creativo, ispirazionale quello pensato da Saillard - che ha messo tanto di sé in questa mostra da esporre persino le proprie giacche in una delle sale del percorso - capace di trasportare i visitatori avanti e indietro nel tempo. Ci fa ripercorrere la storia della moda attraverso alcune delle tappe più significative per farci capire che ciò che indossiamo oggi non è quasi mai frutto di una creatività estemporanea e momentanea ma viene da studio, conoscenza di un passato ricco e importante. Lo fa mettendo accanto abiti di epoche diverse, autori diversi, eppure perfettamente capaci di costruire armonie articolate e completando il tutto con didascalie che sono in grado di dipingere veri e propri quadri di costume, dai quali escono personaggi, mood e atmosfere che riempiono le sale e circondano i visitatori.

Esemplare in questo senso è "The threat of light" sezione dove il trait-d'union è l'opulenza dell'oro, che attraversa i secoli in un dialogo senza cesure e senza contrasti. O ancora il fantastico abito da sposa di Gres reso immortale dall'essere stato indossato da Dorothy McGowan in "Who are you, Polly Magoo?" di William Klein, non a caso scelto per rappresentare l'intera esposizione sul materiale pubblicitario. Quello, insieme all'abito da sposa e copricapo di Madeleine de Rauch (1943), saprebbero sicuramente far felici più di una donna.

Da non perdere, comunque, anche la moquette che riveste le sale di tutto il percorso. Non solo perché è haute couture anch'essa, ma perché è splendida.


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