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lunedì 20 gennaio 2020

Attualità giovedì 24 ottobre 2019 ore 09:58

"No al restyling? Il soprintendente sbaglia"

Il Comitato Vogliamo il Franchi scrive una lettera al soprintendente mentre prosegue la raccolta firme per mantenere attivo lo stadio comunale



FIRENZE — I sottoscrittori della petizione in difesa dello stadio comunale membri del Comitato Vogliamo il Franchi, che hanno raccolto l'appoggio da parte di residenti e commercianti del Campo di Marte, si dicono sorpresi dalla soprintendenza fiorentina e scrivono una lettera al soprintendente Andrea Pessina manifestandosi "stupiti della leggerezza con cui ha confermato in questi giorni il suo no al restyling dello stadio inizialmente proposto dalla stessa società". I membri del Comitato puntano il dito sull'indotto e sulle ripercussioni che l'operazione comporterebbe per Campo di Marte, svuotata di attrattiva, e per Novoli, sovraffollata dalle attività professionali ed artigianali costrette a convergere attorno al nuovo impianto.

Nella lettera viene fatto riferimento all'indotto creato negli anni dallo stadio, un indotto che sarebbe costituito da piccoli artigiani ed attività connesse all'attività sportiva e professionale, ristorativa e ricettiva "Per salvare le due curve dello stadio, condanna a morte un intero quartiere, ovvero tutte le attività economiche che vivono grazie alla presenza della Fiorentina: ristoranti, negozi, bar, artigianato, affittacamere, studi medici e fisioterapici. Attività che solo in parte residuale potranno trasferirsi a Novoli nel caso in cui si realizzasse il nuovo stadio. Non a caso, ai vari appelli per il restyling aderiscono anche i titolari delle attività di Campo di Marte e lo stesso Consiglio di Quartiere. Questo perché la Fiorentina non vive soltanto nei giorni delle partite, ma anche durante l’intera settimana. La squadra maggiore si alterna infatti a quella femminile e ai ragazzi dei vari vivai, molti dei quali alloggiano in residence della zona. In più le persone che nella Fiorentina lavorano negli uffici o prendendosi cura del campo e delle tribune".

Poi una valutazione economica sul residuale, le altre attività sportive che sarebbero chiamate a mantenere in vita l'impianto "Altri sport hanno un pubblico insufficiente a garantire il costo di una simile struttura. Per il rugby e i suoi 7/800 spettatori al massimo si tratterebbe di un contenitore incredibilmente sproporzionato, mentre rifare la pista di atletica produrrebbe un inutile e costoso doppione dell’impianto attiguo. Concerti? Altre manifestazioni? Sono tutti progetti oggettivamente non credibili, gettati là al solo scopo di giustificare il nuovo stadio. Per il Franchi si preannuncia un destino di degrado che coinvolgerà inevitabilmente anche le curve che le sono così care. Le pare che ci sia una logica? A noi pare di no. A Novoli toccherà invece un’ennesima colata di cemento in un’area già follemente intasata. Sono anche queste responsabilità che lei si prende. Il conto, purtroppo, lo pagheremo noi.

La lettera termina con un invito rivolto a Palazzo Vecchio "Bene farebbe il comune, invece di progettare sconquassi, a vendere il Franchi alla Fiorentina, in modo che il presidente Rocco Commisso possa prendere le oneste decisioni che gli competono a vantaggio di tutta la città".



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