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Attualità sabato 19 giugno 2021 ore 11:38

"Lo giuro" per i futuri marescialli dell'Arma

Il giuramento
Il giuramento degli Allievi Marescialli del 10° Corso Triennale
Foto di: Scuola Marescialli Dei Carabinieri Firenze Castello / Massimiliano Genovese / Facebook

Si è svolta stamani nella Scuola Marescialli e Brigadieri di via Salvo D'Acquisto la solenne cerimonia di giuramento per 644 Allievi



FIRENZE — "Lo giuro", ed ecco i futuri marescialli dell'Arma dei Carabinieri. Sì, hanno giurato fedeltà alla Repubblica Italiana stamani, nella caserma intitolata al Maresciallo Maggiore Felice Maritano, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria, sede della Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri in viale Salvo D'Acquisto a Firenze, gli Allievi Marescialli del 10° Corso Triennale intitolato alla Medaglia d’Oro al Valor Militare Luogotenente Marco Coira.

La cerimonia, nel pieno rispetto delle normative anti Covid-19, si è svolta alla presenza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Teo Luzi, del Comandante delle Scuole Adolfo Fischione, del Comandante della Scuola Claudio Cogliano e delle massime autorità civili, militari e religiose fiorentine. Nel corso della cerimonia del giuramento gli Allievi Marescialli sono stati chiamati a prestare solenne Giuramento di fedeltà alla Repubblica.

Il 10° Corso Triennale è iniziato il 16 novembre 2020, quindi in pieno periodo pandemico, e si è svolto tutto in presenza nelle aule didattiche della Scuola, nel pieno rispetto dei protocolli sanitari previsti. I 644 Allievi, provenienti da ogni parte del territorio nazionale, sono stati iscritti al primo anno del Corso di Laurea in Scienze Giuridiche della Sicurezza, così come previsto dalla convenzione stipulata tra la Scuola Marescialli e Brigadieri e l’Università degli Studi di Firenze. Nel corso di questo primo anno accademico, gli Allievi hanno seguito un totale di 1.112 periodi di lezione, articolati in 8 materie universitarie e 12 tecnico-professionali.

Il Comandante Generale nel suo intervento ha espresso il proprio apprezzamento per il lavoro svolto e l’abnegazione, lo spirito di sacrificio e la professionalità con cui quotidianamente gli allievi hanno assolto il loro fondamentale compito che alla fine del triennio permetterà al Comando Generale dell’Arma di poter impiegare oltre 640 Marescialli presso le varie stazioni dei carabinieri presenti su tutto il territorio nazionale.

Ma chi è il Luogotenente Marco Coria a cui questo decimo Corso è intitolato? Figlio di graduato degli Agenti di Custodia, trascorse la giovinezza a Saluzzo (Cuneo), apprendendo l'arte di falegname. Arruolatosi nel 1968 alla Legione Allievi Carabinieri di Roma (Squadrone a cavallo), subito dopo la promozione fu assegnato alla Legione di Palermo, per servizio di squadriglia. Ammesso nel 1974 alla Scuola Sottufficiali, ne uscì nel 1976 con il grado di Vicebrigadiere e fu destinato al Nucleo Radiomobile di Venaria (Torino). Nel 1980 fu trasferito al Nucleo Operativo della Compagnia di Velletri e nel 1986 alla Stazione di Capranica Prenestina (Roma), quale Comandante. Dal 1991 al 2004 ha comandato la stazione di Roma Giardinetti. Dal 2004 al 2005 addetto al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri e dal 2005 al 2007 Commissariato Generale Onoranze Per i Caduti Di Guerra.

È insignito della Medaglia D’Oro al Valor Militare concessa dal Capo dello Stato al militare il 5 gennaio 1999 con questa motivazione: “Comandante di Stazione distaccata, libero dal servizio e in abiti civili, occasionalmente presente con la consorte in un pubblico esercizio, benché privo dell’arma in dotazione affrontava, con ferma determinazione, esemplare iniziativa ed insigne coraggio, tre malviventi armati in flagrante rapina ai danni del gestore, ingaggiando con uno di essi una violenta colluttazione". 

E ancora: "Aggredito dagli altri complici, che lo percuotevano selvaggiamente e lo ferivano con alcuni colpi di pistola, persisteva nell’eroica azione, costringendo i malviventi a desistere dall’atto criminoso e a darsi alla fuga. Pur stremato dalle gravi ferite, forniva, inoltre, determinanti elementi per il positivo sviluppo delle indagini, che si concludevano con la cattura dei rapinatori. Fulgido esempio di elette virtù morali, militari ed altissimo senso del dovere”   

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