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Cronaca sabato 10 aprile 2021 ore 09:17

Il giro pedopornografico gestito dalle madri

pedopornografia

Due mamme e un uomo sono finiti in arresto per abusi sulle figlie e diffusione su internet le immagini delle violenze. Le bimbe sono in luoghi sicuri



FIRENZE — Due mamme e un uomo abusavano delle figlie minorenni, poi diffondevano su internet le immagini delle violenze. A stringere il cerchio attorno a loro con l'operazione Dark Ladies è stata nel febbraio 2020 la polizia postale e delle comunicazioni per la Toscana. I tre sono finiti in custodia cautelare in carcere. Le bimbe vittime degli orrori sono state affidate ai servizi sociali e condotte in luoghi sicuri.

Le due madri e l'uomo sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di aver abusato delle proprie figlie minori, diffondendo anche online le immagini delle violenze. Agli indagati sono stati contestati, sempre a vario titolo, i reati di produzione e diffusione di materiale di pornografia minorile online, nonché di violenza sessuale. 

Non è che una delle operazioni messe a segno dalla polizia nello scorso anno, in un bilancio di attività reso noto oggi dalla polizia di stato in occasione del suo 169° anniversario che si celebra anche in questura a Firenze. Dark Ladies non è stata la sola inchiesta sulla pedopornografia, ma certo tra le più impressionanti.

A luglio 2020 per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico e istigazione a delinquere sono finiti nella rete della polizia postale 20 minorenni nell'operazione Dangeous Images. Uno, in particolare, è ritenuto organizzatore e promotore dello scambio di innumerevoli filmati e immagini a sfondo sessuale con minorenni protagonisti.

Un mese dopo, ancora la Polposta ha concluso l'inchiesta Summer no like con la denuncia di 9 persone indagate per divulgazione, cessione, detenzione di materiale pedopornografico e per istigazione a delinquere aggravata. L’attività investigativa ha avuto origine dall’analisi di un telefono cellulare sequestrato nell’ambito di una perquisizione eseguita per fatti analoghi. Sull’apparecchio erano state rinvenute chat, immagini e video a carattere pedopornografico, con il coinvolgimento anche di bambini in tenerissima età. 

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