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Attualità mercoledì 17 giugno 2020 ore 16:59

Futuro dei Lupi affidato alla variante urbanistica

In foto la ex Caserma dei Lupi di Toscana

Il percorso per il recupero dell’ex caserma Gonzaga che ha ospitato i Lupi di Toscana è arrivato all'elaborazione del piano attuativo



FIRENZE — Discussione oggi in Commissione Territorio e Urbanistica in seduta congiunta con la Commissione Urbanistica del Q4 alla presenza dell’assessore Cecilia Del Re per l’elaborazione del piano attuativo per la ex caserma Lupi di Toscana. Si tratta dell’unica Caserma tra le dismissioni dei beni demaniali messe in atto nel 2014 dal Ministero delle Difesa che è divenuta di proprietà del Comune di Firenze.

L'intervento prevede la demolizione e ricostruzione dei manufatti esistenti ad eccezione della palazzina Comando notificata come bene culturale e quindi soggetta a restauro.

“Andiamo avanti con uno dei più grandi interventi di trasformazione e ricucitura urbana della nostra città metropolitana - ha detto l’assessore all’urbanistica Cecilia Del Re - per fare dei Lupi di Toscana un nuovo motore culturale, civico, economico e di social housing di tutto il quadrante sud-ovest. Il lavoro di pianificazione va avanti con il piano attuativo e la variante urbanistica in Consiglio comunale, sempre a partire dal progetto vincitore che consentirà di dare nuove funzioni a quest’area”.

I professionisti che hanno presentato il progetto vincitore del concorso di idee affiancheranno il gruppo di lavoro dell’Amministrazione comunale nella stesura e nella definizione della documentazione tecnica indispensabile per l’approvazione del piano attuativo di iniziativa pubblica, mantenendo come riferimento la soluzione progettuale selezionata. 

Renzo Pampaloni, presidente commissione Territorio e urbanistica ha spiegato "Abbiamo ripreso il percorso che ci porterà alla realizzazione di un tassello fondamentale non solo del Quartiere 4 ma di tutta la città metropolitana anche grazie alle attività sociali-culturali che troveranno spazio nell’ex palazzina di comando. Sarà un progetto caratterizzato da una grande attenzione sia all’inserimento naturalistico della zona grazie alla creazione del Parco agricolo Periurbano aperto alla cittadinanza e alle connessioni con il fiume Greve che sul contesto delle connessioni grazie allo sviluppo di un sistema di mobilità ecologico che collegherà la fermata tramviaria di Viale Nenni con il polo ospedaliero di Torre Galli-Don Gnocchi”.

Il presidente del Quartiere 4, Mirko Dormentoni ha aggiunto "Sorgerà un nuovo centro pulsante della città metropolitana, un mix virtuoso tra funzioni pubbliche e private e l'edilizia sociale per rispondere al bisogno di casa, così come verde pubblico e dell'agricoltura sociale. Vogliamo un quartiere ecosostenibile in cui prevalgano gli spazi aperti e pubblici, le funzioni culturali e sociali, l'accessibilità e l'inclusione, una nuova casa per la nostra comunità locale, in continuità ideale con la città giardino dell'Isolotto storico. Non a caso abbiamo chiamato ‘Non case ma città 2.0’ il percorso partecipativo, richiamando il discorso del Sindaco La Pira”.

Il progetto vincitore, presentato a giugno 2018, è stato elaborato da Paolo Luigi Poloni di Luino (Varese). Il masterplan prevede uno spazio urbano contemporaneo caratterizzato dalla centralità di aree pubbliche, verde e percorsi ciclo-pedonali, con gli edifici che si affacciano sull’asse centrale in un mix di funzioni residenziali, commerciali, sociali e di servizi. Nel dettaglio, il progetto prevede un lungo percorso nel quale si alternano una serie di spazi pubblici (‘stanze civiche’), che si conclude con la piazza principale Lupi di Toscana e l’edificio speciale dell’ex palazzina di comando. Il program­ma complessivo comprende 33.500 mq di superficie utile lorda destinato a residenziale (di cui 22mila di Social Housing), 7.500 mq di Sul commerciale, 12mila mq di uffici/terziario/sanitario, 6.500 mq di sociale/istruzione/culturale.

Al concorso, finanziato con un contributo di 260mila euro dall’Agenzia del Demanio, l’Amministrazione comunale è arrivata a seguito del percorso di partecipazione ‘Non case ma città 2.0’, che ha visto il coinvolgimento di oltre mille cittadini nella pianificazione dell'area dell’ex caserma e nell’individuazione degli elementi dei quali tener conto nella trasformazione. Sulla base di quanto contenuto nel regolamento urbanistico, il progetto doveva prevedere una percentuale di superficie a destinazione residenziale pari almeno al 60 per cento (con una quota prevalente di housing sociale), mentre il restante 40 per cento riguarda altre destinazioni d’uso, garantendo un adeguato mix funzionale.



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