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Attualità giovedì 18 giugno 2020 ore 10:50

Crisi fiorentina, mancano i soldi più dei turisti

La periferia accelera mentre il centro resta al palo, a poche ore dall'inizio dell'estate Firenze è combattuta dalla sua vocazione turistica



FIRENZE — A poche ore dal solstizio che segna l'inizio dell'estate la città di Firenze mostra nuda e cruda la sua doppia faccia con una periferia che alza la testa e riparte ed un centro storico fermo al palo, anzi al paletto di una biglietteria dove i primi turisti tornati in fila accusano ora la lunga attesa provocata dal distanziamento sociale. La vocazione turistica della città è stata messa in dubbio in queste settimane con il pensiero comune rivolto verso un nuovo Rinascimento fatto di più residenti e meno turisti o almeno selezionatissimi.

Si tratta di una crisi di identità? I fiorentini avranno la pazienza e la forza di aspettare? Oppure rischiano però di ritrovarsi con il dito puntato ma lo sguardo altrove?

I servizi pubblici intanto rischiano il tracollo, 48 milioni di euro in meno all'appello a causa del mancato introito della tassa di soggiorno mentre sono quasi 200 i milioni che servono per raggiungere la previsione di bilancio ed altri milioni mancano a causa del minore uso del trasporto pubblico. Per alleviare la pressione fiscale Palazzo Vecchio ha sospeso alcuni tributi, ha azzerato il costo del suolo pubblico, ed ha chiesto a Roma di coprire i mancati introiti turistici. Settembre si avvicina ma l'appello rivolto agli aiuti economici nazionali ed internazionali non sembra produrre, al momento, una boccata di ossigeno a breve termine. 

La periferia è ripartita animata dai residenti che nell'affrontare la crisi economica tra grande distribuzione e selezionate attività di vicinato non hanno rinunciato alle segnalazioni sul degrado urbano puntando il dito sui cassonetti stracolmi di sacchetti e di rifiuti ingombranti, sull'erba alta nei giardini e sui pochi passaggi degli autobus pieni di persone. 

I residenti della periferia hanno ritrovato calma e ritmo e non soffrono più le code al supermercatosi spingono fino in centro storico per una passeggiata, per spirito di appartenenza, per un giro al mercato coperto, per un selfie tra i monumenti approfittando della calma del momento e poi per frequentare i locali, soprattutto la notte, a patto di poter trovare facilmente parcheggio oppure arrivare in macchina sin sulla soglia del locale. 

Il centro è fermo, le attività lavorano a corrente alternata ed il tempo instabile sta giocando un brutto scherzo anche al piano tavolini creato per agevolare le attività di somministrazione. A sostenere i locali creati a misura di turista, prezzi compresi, che battono pochi scontrini, sembra essere soprattutto la vita notturna.

I residenti del centro si spingono in periferia per lavoro e per fare la spesa lontano dai circuiti turistici dove i prezzi, anche della grande distribuzione, sono maggiorati, fatta eccezione per i mercati coperti che richiamano anche residenti dalla periferia. Quando sono a casa vorrebbero restare isolati, protetti da una zona a traffico limitato invalicabile, con la possibilità di parcheggiare vicino a casa e per questo chiedono più controlli ed una maggiore manutenzione delle strade, del verde e dei trasporti pubblici che scongiurino l'uso dell'auto privata. L'assalto ai locali notturni è fonte di stress dovuto al mancato riposo causato dal rumore e si somma ad episodi di degrado quali l'uso delle cantonate storiche come fossero vespasiani. Alla lista dei servizi si aggiungono anche i bangi pubblici.

Il dito puntato. Ad accomunare gli abitanti che hanno una visione diversa della città dettata dalla loro residenza c'è dunque quel dito puntato sui servizi pubblici disattesi che sono però sostenuti dalle tasse locali, rinviate e sospese, dalle entrate derivanti da oneri quali l'occupazione di suolo pubblico, azzerata, dall'imposta di soggiorno, ma i turisti non ci sono, o dall'uso del trasporto pubblico, ma sono preferite la bici e l'auto privata. Come trovare i soldi?



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