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Attualità domenica 19 aprile 2020 ore 19:30

Covid fase 2, in crisi l'uso dei mezzi pubblici

In foto un bus con divieto di salita per Covid

"Chi tiene il conto dei passeggeri?" così i conducenti che chiedono indicazioni per la gestione dei passeggeri durante la fase post emergenziale



FIRENZE — La distanza sociale che andrà mantenuta anche durante la cosiddetta Fase 2 dell'emergenza dovuta all'epidemia di Coronavirus tiene in fibrillazione i conducenti dei mezzi pubblici, preoccupati per la gestione delle corse che dovranno essere calmierate con un conto costante dei passeggeri a bordo oltre alla loro posizione sulle vetture.

Massimo Milli dalla segretaria provinciale della Faisa Cisal Firenze è intervenuto sul tema commentando "In vista di una fase di ripartenza che presuppone un aumento degli spostamenti sarebbe opportuno fare qualche riflessione, ad esempio: Quante persone intendiamo far salire a bordo di un autobus? A chi spetta il controllo dei flussi e del comportamento delle persone a bordo?". Milli ha poi aggiunto "Nel rispetto delle nuove norme di distanziamento sociale, non sarebbe opportuno intensificare le frequenze e quindi incrementare il servizio con l'utilizzo di ulteriori mezzi, al fine di evitare assembramenti particolari?". Con la Fase 2 rischiano di saltare le cosiddette ore di punta "In relazione ad un eventuale e graduale riapertura delle attività produttive potrebbe essere utile l’adozione di ingressi scaglionati, al fine di evitare sovraffollamenti sui mezzi negli orari che fino a ieri erano quelli di massima affluenza al mezzo pubblico" ha concluso Milli.

"A questo si aggiunge l'obbligo dell'uso della mascherina. A chi spetta il controllo? Abbiamo il preciso dovere di arrivare preparati alla Fase 2 senza farsi prendere di sorpresa" sono le parole del Coordinatore della Rsu Ataf, Gianluca Mannucci che ha richiesto precisi provvedimenti all'azienda "aumento del servizio e personale addetto al controllo degli accessi perché gli autisti guidano e non sono in grado di contare i passeggeri ad ogni fermata".

La Filt Cgil di Ataf ha inviato oggi una lettera ad azienda, Comune, Regione ed Ausl "Deve essere emanato un chiaro protocollo di comportamento per dire agli autisti cosa devono fare in caso di superamento del numero massimo dei passeggeri o di passeggeri senza mascherina - ha spiegato Michele Lulurgas - credo sia opportuno che si pensi ad istituire figure di assistenza alla clientela, dotate di opportuni dispositivi di protezione individuale e magari coadiuvate da forze dell’ordine e personale usl, per smistare i passeggeri, fare attività di controllo e monitoraggio; inoltre riteniamo potrebbe essere utile, pur col servizio attuale, pensare a navette che, nel tratto centrale dalla stazione a San Marco e piazza della Libertà, alleggeriscano le linee portanti ed evitino il problema sovraffollamento".

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