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Attualità mercoledì 20 maggio 2020 ore 16:52

Careggi riduce i posti letto di terapia intensiva

Il picco massimo di ricoveri Covid è stato 163 casi a fine Marzo e il primo aprile si è raggiunto il numero massimo di 40 pazienti Covid ad intensiva



FIRENZE — Al via la riorganizzazione dell’Azienda Careggi a conclusione della prima fase dell’emergenza Covid, resta attiva una delle quattro strutture intensive e uno dei quattro reparti ordinari, oltre alle Malattie infettive, che erano già a pieno regime a partire da marzo, passando da una massima disponibilità complessiva di 44 posti letto intensivi agli attuali 16

Il picco massimo di ricoveri Covid è stato 163 casi a fine Marzo e il primo aprile si è raggiunto il numero massimo di 40 pazienti Covid nelle terapie intensive. I reparti dedicati al Covid nel periodo di massima necessità, oltre alle malattie infettive sono stati quattro per un totale di 170 letti ordinari oltre ai 44 di terapia intensiva.

“Un importante risultato - ha detto Rocco Damone direttore generale di Careggi - che grazie all’impegno di tutti gli operatori ha consentito di superare il momento più critico dell’epidemia con ampi margini di sicurezza garantendo costantemente la necessaria disponibilità di risorse assistenziali. Oggi resta uno straordinario patrimonio di esperienza umana e professionale - prosegue Damone - oltre ad attrezzature e risorse tecnologiche impiegate in un modello organizzativo affinato progressivamente nel corso dell’epidemia, che rappresenta ad oggi la più importante garanzia per il futuro della salute dei cittadini. Garanzia che trova la sua concreta espressione nell’attivazione, all’interno di Careggi, di un padiglione dedicato e riservato al Covid-19, a disposizione in caso di necessità”.

"In poche settimane - ha aggiunto Lucia Turco direttore sanitario di Careggi - tutta l’organizzazione dell’ospedale è stata velocemente rivoluzionata, grazie agli operatori che hanno sempre dato il massimo, con uno sforzo congiunto e condiviso con tutti i Dipartimenti. Ma questo impegno rimane ancora oggi costante con l’allerta di tutto l’Ospedale - sempre Turco - sempre pronto a riattivarsi nel caso di ripresa del contagio. Attualmente sono ricoverati circa 40 pazienti Covid e da fine febbraio ad oggi sono stati 467 i pazienti Covid ricoverati a Careggi, età media 68 anni. Complessivamente sono stati dimessi in buone condizioni, compatibilmente con la gravità dell’infezione, 325 pazienti”. "Tutti gli operatori - ha concluso Turco - hanno partecipato con grande disponibilità, cambiando quando necessario turni e sede di lavoro a seconda delle competenze e delle necessità emergenti”. 

A partire da marzo sono in corso le assunzione di 45 medici, 153 infermieri, 124 operatori socio sanitari, 16 tecnici di radiologia, 14 tecnici di laboratorio, 14 fisioterapisti, un biologo e un farmacista. Il Laboratorio di Careggi ha eseguito, oltre alle analisi ordinarie, 28.000 tamponi e 12.000 test sierologici, la Farmacia ha rifornito i reparti con oltre 1milione e 200mila dispositivi di protezione, fra questi oltre 633.000 mascherine. Inoltre sono state acquistate in urgenza tecnologie sanitarie, kit diagnostici e dispositivi di protezione per oltre 2milioni e mezzo di euro che è il totale delle donazioni ricevute da istituzioni, imprenditori e cittadini, anche attraverso la Fondazione Careggi Onlus, che ringraziamo ancora una volta per questo importante e tempestivo aiuto. 

"Per Careggi - ha concluso Damone - il Comitato Etico della Regione Toscana, ha approvato in urgenza 29 studi clinici, 23 osservazionali e 6 interventistici. Molti degli studi hanno coinvolto più unità dell’Ospedale tra quelle direttamente impegnate nell'assistenza ai pazienti affetti da Covid. Il Comitato ha inoltre valutato 32 richieste di uso compassionevole di farmaci per pazienti affetti da Coronavirus. Tutto questo ha permesso di utilizzare rapidamente tutti i farmaci innovati disponibili per la cura del Covid, ma mano che le conoscenze scientifiche, con il prezioso contributo dell’Università di Firenze, ampliavano le possibilità di cura”.



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