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venerdì 23 agosto 2019

Attualità venerdì 05 luglio 2019 ore 11:00

Bus Ataf, ira degli autisti sui tempi sballati

I dipendenti del trasporto pubblico locale lamentano orari di percorrenza difficili da rispettare che non terrebbero conto di autisti e passeggeri



FIRENZE — Passeggeri che assistono a ritardi e corse saltate, oppure si sorreggono ai sostegni durante accelerazioni improvvise, autisti che vendono biglietti in corsa per non perdere tempo sulla tabella di marcia, di questo discutono oggi i dipendenti del trasporto pubblico davanti agli orari di servizio. I Cobas Ataf oggi annunciano di aver presentato agli organi competenti "un esposto sui tempi di percorrenza insufficienti". 

"Tale criticità non è più accettabile - hanno spiegato - ed è un dovere di questa dirigenza fare in modo che il servizio sia regolare e soprattutto sia svolto dai propri dipendenti in condizioni di sicurezza; tutto questo è fattibile solo con dei tempi di percorrenza congrui alla situazione attuale di viabilità e non riferiti ad anni passati come si evince dalla documentazione presentata nell’esposto". 

I dipendenti dell'azienda fiorentina hanno inoltre precisato "Calcolare il tempo di percorrenza di una corsa, inferiore alle reali tempistiche, è una forzatura aziendale nei confronti dell’autista: così facendo si incrementa l’andatura a vantaggio del profitto aziendale anche se a discapito della salute dell’autista e della sicurezza, sia dell’autista stesso che dei tanti passeggeri trasportati. Tale prassi aziendale crea una grave condizione di stress psico-fisico dovuto al non rispetto delle soste ai capolinea o all’interno del turno di lavoro e in alcuni casi al non rispetto del Codice della Strada per rimanere in orario". 

"Se l’interesse di istituzioni ed azienda è quello di offrire un servizio affidabile e di qualità - hanno aggiunto - è necessario programmare il servizio in modo serio e coscienzioso al fine di consentire una guida confortevole, la vendita dei biglietti e le informazioni alla clientela fatte e date in sicurezza, oltre a permettere agli autisti un reale recupero con soste ai capolinea adeguate alle reali necessità psichiche e fisiologiche dei conducenti. La revisione di tali tempi di percorrenza va fatta, a prescindere dall’incerta situazione aziendale dovuta alla gara regionale, è un obbligo da parte dell’azienda".

Sul tema interviene anche Massimo Milli, vice segretario della Faisa Cisal Firenze che sostiene "Il problema dei tempi di percorrenza insufficienti non va affatto sottovalutato, come da sempre fatto presente in tutti i tavoli istituzionali. È altresì importante che tali problematiche siano discusse in modo collegiale con tutti gli addetti ai lavori".



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