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Attualità sabato 16 gennaio 2021 ore 17:43

Adesso l'Artemio Franchi rischia l'abbandono

La Fiorentina ha dichiarato il tema chiuso mentre gli ordini professionali sono intervenuti per chiedere l'urgente salvaguardia dell'impianto sportivo



FIRENZE — Il ministero dei Beni culturali interpellato sulla possibilità di abbattere l'impianto sportivo disegnato da Pier Luigi Nervi ha risposto negativamente provocando la reazione della Fiorentina che ha commentato "Il tema stadio è chiuso" e riaprendo la discussione sulla salvaguardia architettonica.

L'Artemio Franchi adesso è sotto scacco, la sola via di fuga è la manutenzione ordinaria o straordinaria a spese del Comune di Firenze cui compete l'onere di salvaguardare l'immobile nel caso in cui la società sportiva decidesse di non investire sull'impianto.

Rocco Commisso ha commentato “Con la nuova Legge Salva Stadi credevo che per il calcio italiano specialmente in questo momento di grave crisi per tutto il Paese, il Governo potesse prendere una direzione più utile per il futuro del sistema calcio e l’economia italiana in generale. Purtroppo, vedo che c’è più interesse a conservare una struttura fatiscente di cemento armato di 90 anni che permettere ai tifosi di assistere a un evento sportivo con tutti i servizi moderni e i comfort di uno stadio all’avanguardia che Firenze avrebbe meritato. Ora immagino che la burocrazia italiana insieme a tutte le realtà che si sono fortemente attivate per evidenziare al Mibact la necessità di salvare il Franchi come Archistar, Fondazioni e Comitati, siano altrettanto rapidi a raccogliere i fondi necessari che occorreranno al Comune per ristrutturare lo stadio. Bisognerà assolutamente evitare che il Franchi possa diventare una struttura abbandonata e cadente nel cuore della bellissima Firenze”.

Nel dibattito riacceso dal Mibact si sono inseriti gli ordini professionali, Architetti ed Ingegneri ed anche i tifosi della Fiorentina.

L'Ordine degli Architetti ha commentato con una nota “Ora siano messi in atto tutti gli strumenti per intervenire sullo stadio e sia avviato un percorso di progettazione urbanistica dell'intera area di Campo di Marte. Un concorso di progettazione per integrare il restauro dell'impianto, la rifunzionalizzazione delle aree che saranno libere dopo l'apertura del centro sportivo di Bagno a Ripoli, le nuove infrastrutture della tramvia e le opere per l'organizzazione di viabilità e sosta”.

Giancarlo Fianchisti, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Firenze ha dichiarato "E' arrivato il momento delle scelte. La scelta del Ministero ci mette più che mai davanti a una questione irrimandabile: definire il destino del Franchi e programmare una sua ristrutturazione funzionale. Occorre studiare i migliori metodi per il restauro e tutti gli interventi necessari affinché lo stadio non finisca in una stato di abbandono". L'Ordine ha organizzato un seminario tra professionisti, una "Tavola rotonda sul recupero architettonico e strutturale dello Stadio Franchi di Pierluigi Nervi" che si terrà il prossimo 29 Gennaio.

Le tifoserie hanno diramato un comunicato congiunto "Prendiamo atto di quello che temevamo fin dall’inizio, ovvero che lo stadio nuovo per la Fiorentina
non si farà mai. Constatiamo che nessuno è stato capace di trovare una soluzione reale, fattiva e realizzabile in tempi brevi per fare in modo che noi tifosi potessimo avere una casa dove condividere la nostra passione avendo
finalmente trovato un investitore certo, reale e soprattutto disposto “a
metterci i soldi”. Con la Vostra incapacità, con i Vostri interessi, ci state togliendo tutto, anche la possibilità di sognare. Ogni limite è stato oltrepassato. Non vediamo l’ora che riaprano gli stadi per manifestare il nostro
dissenso, senza tregua, nel modo a noi più consono. La Fiorentina non avrà uno stadio: non è stato permesso di investire a chi lo può e lo voleva fare".

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