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Attualità mercoledì 24 giugno 2020 ore 11:23

"Abbiamo pagato un prezzo molto alto per il Covid"

I pensionati fiorentini chiedono nuovi servizi attraverso una riforma del sistema sanitario dopo l'esperienza maturata durante l'epidemia di Covid 19



FIRENZE — Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil della Città metropolitana di Firenze hanno chiesto un confronto a Ausl Toscana centro, Società della Salute e Conferenza dei sindaci dell’area metropolitana su liste d’attesa, case della salute, residenze sanitarie assistite, posti letto, assistenza domiciliare e tele assistenza perché "è il tempo di un processo di riorganizzazione che, partendo dall'esperienza degli ultimi tempi, nella quale la popolazione anziana ha pagato un prezzo molto alto, si ponga l’obbiettivo strategico di investire risorse e competenze sui servizi socio sanitari del territorio, per non farsi trovare impreparati in caso di nuovi eventi e rispondere in modo strutturale ai nuovi bisogni di salute delle persone".

Queste le priorità "Il valore della sanità territoriale è da tutti riconosciuto come uno degli antidoti più forti al dilagare del contagio, una legge per la non autosufficienza che permetta di ripensare il modello di assistenza per gli anziani. In tale contesto è altresì urgente ripensare il sistema delle RSA che ha mostrato criticità strutturali e organizzative anche nel nostro territorio".

"Dobbiamo registrare anche azioni positive durante la fase acuta del contagio, a partire dal ruolo delle unità speciali di continuità assistenziali, dei gruppi intervento ospedale territorio, i medici ASL a supporto delle RSA, l’allargamento dei posti letto di cure intermedie, oggi circa 1500, rispetto ai 600 precedenti. Tali interventi hanno reso meno pesante la condizione di molti pazienti sia a domicilio che nelle strutture" ed hanno aggiunto "novità importanti sono arrivate anche dai vari interventi del Governo Nazionale rispetto alle risorse per le assunzioni di personale, la condivisione dell’Infermiere di comunità, il finanziamento di oltre 3 miliardi nel decreto rilancio di cui una parte consistente destinato alla medicina territoriale".

Le richieste "una diversa modalità di gestione delle liste d’attesa, un piano urgente per l’apertura delle Case della Salute ed un programma per la presa in carico effettiva, in tali sedi, dei pazienti cronici superando le fasi sperimentali e volontaristiche ed attuando il Piano Nazionale per la cronicità, una verifica sul consolidamento dei posti letto di cure intermedie nei valori stabiliti dalla Regione e la loro collocazione sul territorio per facilitare l’evoluzione, prevista dagli accordi nazionali, verso gli ospedali di comunità in ogni zona, una verifica sullo stato dell’assistenza domiciliare ed un programma di ampliamento, anche tenendo conto delle nuove possibilità derivanti dagli investimenti sugli infermieri di famiglia attuati dal Governo, un piano di investimenti per la tele assistenza rivolto a tutti i pazienti fragili e cronici e per l’attuazione della tele medicina con particolare riferimento alle zone interne disagiate in applicazione del protocollo regionale firmato nel mese di Aprile 2020".



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