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giovedì 20 febbraio 2020

Lavoro venerdì 25 novembre 2016 ore 16:16

Faccia a faccia sul futuro della Richard Ginori

Servizio di Marco Armeni

Incontro fra i vertici della manifattura, i sindacati e le istituzioni. Ma ce ne saranno altri. Regione e Comune mobilitati contro 87 licenziamenti



FIRENZE — Doveva essere un’azienda sulla rampa del rilancio e invece è arrivata la notizia di 87 licenziamenti all’orizzonte. Gli operai della Richard Ginori, storica manifattura di porcellane di Sesto Fiorentino salvata dal fallimento nel 2013 dal gruppo Kering, sono scesi in scippero e hanno organizzato un presidio di protesta il giorno dopo che l’azienda, presentando il nuovo piano industriale, ha annunciato 87 esuberi. Un taglio drammatico di personale in aperto contrasto con la volontà dichiarata di proseguire con l’acquisizione dell’area su cui sorge lo stabilimento. 

In contemporanea con la manifestazione degli operai si è svolto un incontro fra Regione Toscana, Comune di Sesto Fiorentino, Cgil, Cisl, Uil e Cobas e i vertici dell'azienda.

I rappresentanti del gruppo Kering hanno ribadito la volontà di acquistare lo stabilimento di Sesto Fiorentino in cui ha sede la storica azienda, confermando così la permanenza e il radicamento del marchio in Toscana e nella piana fiorentina. Ma altrettanto fermamente hanno confermato la volontà di procedere con 87 licenziamenti nell'arco di tre anni anche se, al momento, non è stata ancora aperta alcuna procedura di mobilità. 

Di fronte a un piano di riduzione del personale "assolutamente non sostenibile dal punto di vista sociale", la Regione e il Comune di Sesto hanno invitato l'azienda ad avviare il prima possibile un confronto con le organizzazioni sindacali. "Una discussione costruttiva - si legge in una nota della Regione - che consenta di valutare la possibilità di utilizzare gli ammortizzatori sociali disponibili e gestire il momento di difficoltà senza che nessun lavoratore perda il posto o la continuità di reddito". 

E' stato inoltre fatto presente che Ginori è parte di un grande gruppo industriale, dunque se al termine del confronto con le organizzazioni sindacali, emergessero comunque degli esuberi, secondo le istituzioni si dovrebbero creare le condizioni per favorire un loro reinserimento all'interno di quel gruppo.

Regione Toscana e Comune si sono resi disponibili - se necessario - a svolgere un ruolo di mediazione tra le parti, per facilitare il confronto e l'avvio del dialogo.



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