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Attualità mercoledì 13 aprile 2016 ore 15:45

E anche la porta sud prende la via dell'Opificio

Nella notte fra il 15 e il 16 aprile la più antica delle porte del Battistero di S.Giovanni sarà trasferita nei laboratori di restauro della Fortezza



FIRENZE — La porta sud dfu realizzata da Andrea Pisano fra il 1330 e il 1336 e lascerà definitivamente la sua sede originale dopo 680 anni per essere restaurata e poi collocata nel nuovo Museo dell’Opera di Santa Maria cdel Fiore accanto alla Porta del Paradiso e alla Porta Nord di Lorenzo Ghiberti.

In questi giorni l’imponente porta bronzea che pesa 8 quintali per 4 metri e 94 cm di altezza e 2,95 di larghezza è stata smontata e le due ante posizionate all’interno del Battistero, dove rimarranno fino allo spettacolare trasporto presso l’Opificio delle Pietre Dure. Durante il trasferimento, il percorso da piazza Duomo a via Alfani sarà chiuso al traffico.

Il restauro cosyterà un milione e mezzo di euro, senza alcun contributo pubblico. Anche per la Porta Sud sarà realizzata una replica ad arte che sostituirà l’originale sul Battistero.

Il restauro dovrà portare alla luce ciò che resta della doratura originale sotto lo sporco e i depositi che ne offuscano totalmente la superficie. Probabilmente, come per la Porta Nord, la doratura ad amalgama di mercurio fu eseguita solo sui rilievi scultorei lasciando il fondo bronzeo. Un contrasto, tra la luminosità dell’oro e lo scuro del bronzo, che rende queste opere di straordinaria bellezza.

Per il restauro e la realizzazione della copia della Porta Sud occorreranno almeno 3 anni, un anno in più rispetto alla Porta Nord, perché dalle prime indagini appare molto danneggiata. L’intera superficie della porta si presenta offuscata dai depositi e dalle alterazioni di color verde del bronzo che nascondono la doratura originale. Nella parte inferiore della porta, i rilievi sporgenti delle formelle sono consunti dal contatto con le mani dei visitatori, che li hanno privati della doratura e della patina di ossidazione del bronzo.

Dai documenti emerge, inoltre, che la Porta Sud ha subito due importanti interventi nel passato - che dovranno essere monitorati e revisionati - durante la seconda Guerra Mondiale (le tre porte del Battistero vennero smontate e trasportate in un luogo al riparo dai bombardamenti) e dopo l’alluvione del 1966. E proprio quest’ultimo evento sembra la causa della consistente crepa sull’anta destra della porta, che attraversa il fondo delle formelle che raffigurano la Carità e l’Umiltà. Sappiamo, inoltre, dalla relazione del restauratore Bruno Bearzi, che alcune formelle caddero a terra per via della forte pressione dell’acqua, che aveva circondato il Battistero.

La collocazione nel Museo dell’Opera del Duomo, all’interno di grandi teche, si è resa necessaria perché le porte del Battistero devono essere conservate in condizioni costanti di bassa umidità per evitare il formarsi di sali instabili tra la superficie del bronzo e la pellicola dorata che sollevano e perforano l’oro causandone la distruzione.



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