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Attualità mercoledì 25 gennaio 2017 ore 12:11

Il fumo di Auschwitz e le parole di Guccini

Gli studenti del Gobetti protagonisti di una rappresentazione sulle note della canzone 'Auschwitz' in occasione del Giorno della Memoria



BAGNO A RIPOLI — Un testo immortale, con quel terribile e poetico 'Sono nel vento' che nella mente di tutti ricorda la tragedia dello sterminio nazista. Quel testo, nella mente di tutti reso immortale dalla voce di Francesco Guccini, sarà ripetuto e suonato dai ragazzi dell'istituto Gobetti di Bagno a Ripoli. 

Alla rappresentazione, in programma nella mattinata del 27 gennaio, saranno presenti Giovanni Cipani e il Rabbino Ely Lerner. L'iniziativa è curata da due docenti di Lettere, le professoresse Fiorenzani e Maurini e coinvolge due classi dell'Istituto, la VF liceo scientifico e la VB liceo linguistico. 

Due i gruppi di ragazzi che riporteranno in vita le voci dei deportati nel giardino della scuola, davanti al monumento dedicato alla Shoah "Non dimenticare", dedicata a Petr Eisler e realizzata da Giovanni Cipani, presidente dell'Associazione "Do not forget". 

Gli studenti attori si muoveranno sulle note di un violino, due chitarre, uno strumento a percussione e otto voci. Dopo, la manifestrazione proseguirà nell'Aula Perini dell'Istituto. Qui, i ragazzi leggeranno brani significativi legati allo sterminio nazista. A chiudere, sul finale, la poesia di Primo Levi "Se questo è un uomo" letta a più voci. 

Il sindaco Francesco Casini e l'assessore alla Pubblica istruzione Annalisa Massari, hanno detto: "Anche quest'anno commemoreremo la tragedia dell'Olocausto tra i più giovani, nelle scuole, nel 'nostro' istituto superiore Gobetti-Volta.  Ogni volta è un rinnovarsi della consapevolezza e della capacità di ricordare, per noi adulti e per i ragazzi che, grazie all'iniziativa dei loro insegnanti combinata con la disponibilità dell'associazione, ci propongono una performance significativa che arricchirà la cerimonia e, a seguire, un dibattito con Rabbi Lerner. È importante questa memoria: l'indifferenza che rese possibile lo sterminio degli ebrei è purtroppo un rischio potenzialmente ancora presente. Il coinvolgimento e la coscienza dei più giovani sono lo strumento principale per debellarlo".

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