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Attualità mercoledì 06 marzo 2019 ore 17:00

8 Marzo, sciopero femminista a Firenze

Appuntamento in piazza SS.Annunziata per la manifestazione promossa da Non Una di meno insieme a collettivi e cantieri sociali



FIRENZE — Sviopero femminista nel giorno della festa della donna a Firenze. Appuntamento alle 17.30 dell'8 Marzo in piazza Santissima Annunziata.

"Anche quest’anno, insieme a milioni di persone, scenderemo nelle piazze e nelle strade di tutto il mondo e sciopereremo per rivendicare il diritto di autodeterminazione in ogni aspetto delle nostre vite - si legge in una nota firmata da CPA Firenze Sud, Collettivo Politico Scienze Politiche, Rete dei Collettivi Fiorentini,Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos - Questa mobilitazione, grazie alla capacità del movimento femminista internazionale autorganizzato, che nel nostro paese è mosso dalla spinta e dal protagonismo di NonUnadiMeno, è riuscita a riappropriarsi dell’8 di Marzo ribaltando la mercificazione e la normalizzazione di tale giornata, che la cultura mainstream vorrebbe assimilare trasformando una giornata di lotta nata dalle viscere del movimento operaio, in una ricorrenza esclusivamente simbolica e pacificata".

L’otto marzo torna dunque ad essere una giornata di rivendicazione e di lotta delle donne e delle lavoratrici.

"Che dall’Argentina all’Irlanda, dalla Spagna alla Polonia il movimento delle donne sia tornato ad essere dirompente in una fase di crisi economica e politica e di tutto il sistema capitalista, crediamo risponda alla gravità della situazione che stiamo attraversando - prosegue la nota - Partendo dalle condizioni materiali e dal vissuto quotidiano delle donne, fatto di violenza e ricatti, in casa come sul lavoro, il movimento ha saputo mettere in relazione la violenza, la discriminazione di genere, le disuguaglianze, lo sfruttamento con la natura stessa del sistema che su di essa si fonda e si sostiene. Se infatti non consideriamo come binomio strutturale e imprescindibile quello fra patriarcato e capitale, che insieme si alimentano e si foraggiano, faremmo un errore che in passato abbiamo pagato in termini di sottrazione di diritti, di incapacità di saperli difendere e di avanzare per conquistarli, di divisione, di debolezza, di impotenza. Un prezzo salatissimo che stiamo pagando sulle nostra pelle. La spinta che ha riempito le piazze di tutto il mondo il 25 Novembre contro la violenza di genere e la violenza maschile sulle donne e la volontà di trasformare l’8 Marzo non solo in una giornata di lotta e rivendicazione, ma di sciopero generale in tutto il mondo, ci dicono che è la strada giusta per reagire tutte e tutti insieme per sconfiggere la paura, le molestie, i ricatti, la violenza sessista in tutte le sue forme".

"In questo sistema la vita di una donna, infatti, è una vita a “basso costo” - si legge ancora nella nota - Ricattabile sul lavoro, tra le mura domestiche, relegata ad una posizione di subalternità che è la stessa subalternità che ricalca le gerarchie sociali di una classe sociale sull’altra. La donna viene destinata “naturalmente” ad occuparsi delle cose di casa, dei figli, degli anziani. Si maschera così senza tanta vergogna, ore ed ore di lavoro non riconosciuto e non retribuito, scaricando oltretutto il prezzo di una società che non garantisce servizi essenziali, sempre più ridotti, privatizzati, sottratti, dagli asili nido alla sanità. E la catena della subordinazione e di potere si allunga e si stringe sui polsi delle donne migranti, chiuse in casa come donne di servizio, badanti, babysitter, che pagano il prezzo più alto di ricattabilità e sfruttamento. La disparità salariale è ancora altissima (quasi il 30%), i dati sulla disoccupazione femminile sono agghiaccianti (al centrosud, 2 donne su 10 risultano occupate), senza contare che rispetto ai colleghi maschi le donne sono sottoposte in maggior numero a contratti “atipici”, con licenziamenti più facili e minori garanzie e tempi di lavoro più lunghi quando sei utile, e facilmente scaricabile quando non lo sei più, magari in caso di maternità. Tutto questo mentre il numero delle violenze, dei femminicidi e delle molestie aumenta vertiginosamente: una donna su 2, italiana o straniera, ha subito molestie in questo paese, quasi il 10 per cento ha subito uno stupro, ogni due giorni una donna viene uccisa, molto spesso per mano di mariti, ex, fidanzati o padri.  Tutto questo mentre la retorica sulla sicurezza, sulla “difesa delle nostre donne” si fa propaganda elettorale bipartisan, quando in maniera sistematica le istituzioni tagliano fondi ai Centri Antiviolenza, chiudono o sgomberano la Case delle Donne o gli spazi autogestiti femministi cercando sempre di più di lederne l’autonomia, si alimenta la “caccia all’immigrato stupratore” legittimando esercito e polizia nelle strade..le stesse strade dove le donne, come questa città ha purtroppo dimostrato recentemente, vengono molestate se non stuprate dai loro stessi “difensori in divisa”.

"La rivoluzione o sarà femminista, o non sarà! Se le nostre vite non valgono, noi scioperiamo! - conclude la note - Tutte e tutti allo Sciopero femminista globale 8 Marzo a Firenze con Non Una Di Meno Firenze, ore 17.30 P.za SS Annunziata!".



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