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venerdì 18 ottobre 2019

Attualità giovedì 25 maggio 2017 ore 18:40

Il Tar boccia cinque direttori stranieri dei musei

Eike Schmidt e Dario Franceschini

Il Tribunale amministrativo del Lazio ha contestato i criteri di selezione annullando le nomine. Ira di Franceschini. Schmidt resta agli Uffizi



ROMA — Il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini non l'ha presa per niente bene. Le due sentenze con cui il Tar del Lazio ha bocciato la nomina di cinque dei venti direttori scelti due anni fa per guidare i super-musei italiani hanno acceso infatti una miccia alla base della riforma voluta dallo stesso ministro. Quella con cui, appunto, arrivarono anche sette direttori stranieri in Italia. E proprio qui sta il vulnus per il Tribunale Amministrativo che ha ritenuto che non ci fossero le condizioni per far accedere alle selezioni i candidati non italiani. Tra le contestazioni avanzate dal Tar anche la selezione con colloqui a porte chiuse, alcuni a quanto pare anche via skype.

A decadere sono stati immediatamente i direttori delle Gallerie Estensi di Modena, del Museo archeologico nazionale di Taranto, del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, del Museo archeologico nazionale di Napoli e di Palazzo Ducale di Mantova. Quelli, cioè, oggetto dell'impugnativa presentata al Tar del Lazio. A Firenze può tirare un sospiro di sollievo il direttore degli Uffizi Eike Schmidt anche se le sentenze certo a questo punto costituiscono un precedente importante. Cosa che spiega l'ira del ministro che, appresa, la notizia, ha subito postato un velenoso commento su Twitter: 'Il Tar del Lazio ha bocciato la nomina di 5 dei 20 direttori deisuper-musei. Il ministro Dario Franceschini reagisce su Twitter:"Il mondo ha visto cambiare in 2 anni i musei italiani e ora ilTar del Lazio annulla le nomine di 5 direttori. Non ho parole,ed è meglio...".

E' stato lo stesso Franceschini a dettare quindi la linea: "Oggi stesso faremo appello al Consiglio di Stato". 

Intanto da Firenze il direttore degli Uffizi Eike Schmidt commenta la vicenda bollandola come molto rischiosa per l'intero sistema dei musei:  "Il rischio è quello della paralisi se la riforma venisse bloccata sarebbe tragico; per la cultura, ma anche per l'economia, di cui la cultura è traino principale. Sarebbe disastroso, se tutto venisse paralizzato, se tutto venisse paralizzato dai meccanismi di tutela degli interessi particolari". Poi ha aggiunto: "A quanto mi è stato detto, Firenze non è interessata dalla sentenza; ma se le norme nazionali sono tali che i cittadini Ue ma non italiani non possono essere assunti, allora è la legislazione italiana a non essere in conformità alle norme dell''Unione", 

Schmidt ha anche aggiunto un commento sul suo colloquio per accedere alla selezione che, ha garantito, non è avvenuto via Skype: "E' avvenuto a Roma, di persona, in un venerdì molto caldo tra l'altro".

Preoccupata anche la direttrice della Galleria dell'Accademia di Firenze Cecilia Holberg:  "Non posso entrare nel merito della vicenda, è il Ministero che compirà tutte le valutazioni necessarie ad affrontare la situazione. Ma per quanto mi riguarda, posso senz'altro affermare di aver fatto tutto secondo le regole, di aver partecipato alla gara in modo corretto". 



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