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giovedì 21 novembre 2019

Cronaca mercoledì 05 luglio 2017 ore 18:15

Consip, il presidente di Publiacqua davanti ai pm

Filippo Vannoni

Filippo Vannoni, vicinissimo al segretario del Pd Matteo Renzi, è stato interrogato in veste di indagato nel filone d'indagine sulle fughe di notizie



ROMA — Nuova svolta nell'inchiesta delle procure di Roma e di Napoli su episodi di corruzione in alcuni appalti della Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione: come riferisce l'agenzia Ansa, il presidente di Publiacqua Filippo Vannoni, renziano della primissima ora, è stato ascoltato dai pm romani come indagato per favoreggiamento nel filone delle indagini sulle ripetute fughe di notizie che dall'estate scorsa hanno minato l'attività degli investigatori. Sull'esito dell'interrogatorio niente è trapelato, per ora.

A tirare in ballo Vannoni fu, nel dicembre scorso, il principale testimone dell'accusa, l'ex amministratore delegato di Consip Luigi Marroni. L'ad, interrogato dagli inquirenti napoletani dopo aver disposto la bonifica del suo ufficio dai microfoni nascosti installati dalla Guardia di Finanza, raccontò di essere stato informato fin dall'agosto precedente dell'esistenza di un'inchiesta sugli appalti nonchè di avere telefonini e ufficio sotto controllo. Marroni indicò come fonti l'ex presidente di Consip Luigi Ferrara che a sua volta dichiarò ai pm di averlo saputo dal comandante generale dei Carabinieri Tullio Del Sette, il comandante della Legione Toscana dei carabinieri Emanuele Saltalamacchia, il ministro dello sport Luca Lotti e l'amico di vecchia data Filippo Vannoni. Quest'ultimo, chiamato davanti ai pm napoletani come persona informata dei fatti, confermò di aver saputo dell'indagine da Lotti.

Ferrara, Del Sette, Lotti e Saltalamacchia furono subito indagati per rivelazione di segreto d'ufficio. Qualche giorno dopo la notizia del coinvolgimento di Lotti nell'inchiesta arrivò sui mezzi di informazione e il ministro ottenne di farsi ascoltare dai pm per raccontare la sua versione dei fatti: ovvero che non aveva mai rivelato segreti a nessuno e che Vannoni, subito dopo essere stato interrogato in procura a Napoli, si era precipitato nel suo ufficio romano per riferirgli quanto dichiarato ai pm. Compreso di essere stato messo a conoscenza dell'inchiesta proprio da lui, il ministro, anche se non era vero. Alle parole di Vannoni, Lotti reagì con rabbia dicendo: "Non ti do una testata per rispetto del luogo in cui siamo". Il ministro ha poi raccontato che, a quel punto, Vannoni cominciò a scusarsi con fare imbarazzato. Ma Lotti preferì tagliare corto e lo congedò.



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