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domenica 18 agosto 2019

Attualità giovedì 13 giugno 2019 ore 15:00

Lotti e le nomine dei procuratori a Roma e Firenze

Luca Lotti

Il deputato Pd è stato intercettato nell'inchiesta per corruzione in cui è indagato il pm Palamara. E si difende su Fb: "Basta fango, ecco la verità"



PERUGIA — Il deputato del Pd Luca Lotti, ex ministro allo sport ed ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio del governo di Matteo Renzi, è tornato alla ribalta delle cronache nell'ambito di un'inchiesta per corruzione in cui è indagato il pm della procura di Perugia Luca Palamara, leader di Unicost, una delle correnti interne dell'Associazione nazionale magistrati. Lotti non è indagato ma, nelle trascrizioni delle conversazioni telefoniche di Palamara intercettate dagli inquirenti, viene più volte nominato e citato. 

Alcune frasi intercettate sono state pubblicate sui quotidiani nazionali e disegnano un quadro in cui un gruppo ristretto di persone, fra cui Palamara, altri magistrati membri del Csm (il Consiglio superiore della magistratura), Luca Lotti e un altro palamentare toscano del Pd, Cosimo Ferri, si ritrovano a tarda sera in un hotel romano per trovare il modo di condizionare le nomine dei nuovi procuratori generali di Roma, Firenze e Torino, arrivando a parlare di dossier ed esposti contro alcuni di quelli in carica per indurre il loro trasferimento in altre sedi, fra cui Giuseppe Creazzo che guida la procura di Firenze, nonchè di contatti con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (il Quirinale ha già smentito).

A scatenare la tempesta mediatica è stato il fatto che proprio la procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di Lotti, per favoreggiamento, nell'ambito dell'inchiesta su episodi di corruzione negli appalti della Consip (l'udienza preliminare è in corso). Mentre la procura di Firenze ha indagato e ottenuto il rinvio a giudizio per bancarotta fraudolenta per Laura Bovoli e Tiziano Renzi, i genitori dell'ex premier Matteo (il processo è già iniziato). Insomma, che Lotti, seppure in un contesto esterno al Parlamento, abbia partecipato a incontri in cui si discuteva di cambiare i vertici di quelle due procure viene considerato a dir poco inopportuno da molti esponenti del mondo politico e dei media.

La vicenda ha avuto pesantissime ripercussioni sul Consiglio superiore della magistratura. Il procuratore generale della Cassazione ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti dei cinque membri che hanno preso parte agli incontri con Palamara e Lotti: Corrado Cartoni e Paolo Criscuoli (autosospesi dal Csm) e Antonio Lepre, Luigi Spina e Gianluigi Morlini, prima autosospesi e poi dimessi.

Dal canto suo Luca Lotti respinge ogni accusa e oggi ha pubblicato su Facebook un post intitolato: "Basta fango e ipocrisie. Ecco la verità".

"In questi giorni ho dovuto sopportare una vera e propria montagna di fango contro di me - si legge nel post - Ci sono abituato, un politico deve esserlo per forza. Ma davvero stavolta credo siano stati superati dei livelli minimi di accettabilità.
Ho aspettato a parlare, anche perché ogni giorno sono state pubblicate strane e fantasiose letture dei fatti e pezzi di frasi captate durante alcuni incontri. Incontri a fine giornata, non pericolosi summit in piena notte come qualcuno tenta di raccontare.
In queste ore ho letto di tutto: di rapporti tra magistratura e politica, di incontri segreti, di cupole, di verminai. Niente che abbia a che fare con la verità! Credo quindi che a questo punto sia opportuno un mio intervento.
In questi anni ho incontrato decine di magistrati, per i motivi più svariati: se è reato incontrare un giudice non ho problemi a fare l’elenco di quelli che ho incontrato io, in qualsiasi sede. Mai sono venuto meno ai doveri imposti dalla Costituzione e dalle leggi. Procederò in tutte le sedi contro chi in queste ore ha scritto il falso su di me e lo farò a testa alta come un cittadino che crede nella giustizia e in chi la amministra.
E allora di cosa stiamo parlando da due settimane?
Ecco i fatti...".

Qui sotto il post integrale di Luca Lotti.



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