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Attualità venerdì 05 maggio 2023 ore 18:15

Pasta, in Toscana aumenti record

pasta

A Siena i prezzi hanno registrato incrementi del +58%. Intanto però le quotazioni del grano duro scendono. Fenomeno sotto la lente del ministero



TOSCANA — Sui rincari dei prezzi della pasta il ministero per le imprese e il Made in Italy ha convocato la Commissione di allerta rapida, e la Toscana non sfugge a un fenomeno che procede di pari passo con il calo delle quotazioni del grano duro.

Sul territorio regionale gli aumenti sono da record, col picco a Siena dove i prezzi hanno registrato in un anno incrementi del +58%. Ma non molto meglio va a Firenze (+52%), a Pistoia (+51%) e neppure ad Arezzo (+45%). I dati sono quelli dell'Osservatorio dei prezzi dello stesso ministero del Made in Italy, e ad elaborarli in chiave regionale è Coldiretti Toscana.

Negli ultimi 12 mesi il prezzo al chilo è passato da 1,5 euro a 2,11 euro con punte fino a 3,8 euro per alcune tipologie. Ma la pasta, sottolineano gli agricoltori che per il grano duro per contro ricevono il 30% in meno, è ottenuta direttamente dalla lavorazione del grano con l’aggiunta della sola acqua. Ai rincari non c'è quindi giustificazione. 

"In media - spiega il presidente di Coldiretti Toscana Fabrizio Filippi - il prezzo della pasta è cresciuto del 41% su base regionale, ben al di sopra del dato nazionale. Serve fare chiarezza al più presto.

Nel dettaglio, ad Arezzo un chilo di pasta costava 1,49 euro al chilo nel Marzo 2022, e un anno dopo ha raggiunto i 2,17 euro al chilo. A Firenze siamo passati da 1,42 euro a 2,17 euro al chilo, a Grosseto da 1,76 a 2,15 euro (+22%), a Livorno da 1,69 a 2,11 euro, a Lucca da 1,41 a 1,94 euro (+37%), a Pistoia da 1,37 euro a 2,08 (+51%) ed infine a Siena 1,37 euro a 2,17.

Le superfici agricole coltivate a frumento duro, secondo le prime previsioni del Consorzio Agrario del Tirreno sono in crescita del 2%, in controtendenza rispetto al resto d’Italia dove si stima invece una flessione. Lo scorso anno, in Toscana, i cerealicoltori avevano raccolto poco meno di 1,9 milioni di quintali di frumento duro, quasi 1 milione tra le sole province di Grosseto e Siena.

"In Italia siamo di fronte a manovre speculative con un deciso aumento delle importazioni di grano duro dal Canada dove il grano – precisa Coldiretti Toscana - viene coltivato secondo standard non consentiti in Europa per uso del glifosate nella fase di preraccolta. Occorre invece ridurre la dipendenza dall’estero e lavorare da subito per accordi di filiera". 

Il modello indicato è quello dell’accordo siglato nel 2019 tra Filiera Agricola Italiana ed il Pastificio Fabianelli di Castiglione Fiorentino in provincia di Arezzo per la produzione di pasta al 100% toscana che assicura agli agricoltori un prezzo minimo garantito che si trova sempre al di sopra dei costi di produzione. Lì l'accordo ha rilanciato il settore cerealicolo.


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