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domenica 18 novembre 2018

Lavoro venerdì 14 settembre 2018 ore 16:30

Operai Bekaert in corteo davanti alla Pirelli

foto Fb "La Bekaert sono io"

Sciopero e presidio di protesta a Milano dei lavoratori dell'azienda di Figline a rischio chiusura. Presenti il governatore Rossi e la sindaca Mugnai



MILANO — I lavoratori della Bekaert di Figline Valdarno oggi hanno sfilato in corteo per le strade di Milano e poi hanno manifestato davanti alla sede della Pirelli. L'iniziativa di protesta milanese si è svolta in concomitanza con lo sciopero per l'intera giornata proclamato da Fim, Fiom e Uilm per salvare i 318 posti di lavoro dell'azienda a rischio chiusura.

La decisione di manifestare anche a Milano nell’ambito delle iniziative di lotta decise nell’ultima assemblea è stata assunta dai sindacati perchè "la storia dello stabilimento fiorentino è la storia di Pirelli”, che ne è stata proprietaria dal 1961 fino a dicembre 2014 e tutt'oggi ne è il cliente principale.

Alla Pirelli i lavoratori chiedono di assumersi le proprie responsabilità per scongiurare la chiusura, svolgendo un ruolo attivo per far sì che nello stabilimento di Figline possa continuare a produrre lo steel cord e consentire, a differenza di quanto richiesto da Bekaert, l'eventuale cessione della fabbrica anche a competitor.

Al presidio a Milano hanno partecipato anche il presidente della Regione Enrico Rossi e la sindaca di Figline Giulia Mugnai che hanno chiesto di incontrare i vertici della Pirelli, all'inizio inutilmente. "Hanno chiuso in faccia le porte della Pirelli alle istituzioni di tutti i livelli della Toscana" ha dichiarato la prima cittadina.

Successivamente il governatore  ha reso noto di essere stato contattato dalla Pirelli per un incontro sul futuro della Bekaert. Nel pomeriggio però la Pirelli ha diffuso una nota in cui ha negato di aver preso contatto con il governatore, ricordando che in occasione della cessione della fabbrica di Figline ottenne dall'acquirente garanzie speciali di stabilità occupazionale per almeno 40 mesi. Per quanto riguarda invece la situazione attuale, il gruppo ha dichiarato che "nel rispetto dell'autonomia delle parti coinvolte, su cui non può influire in alcun modo, auspica che queste ultime possano trovare un'intesa quanto prima".

"Abbiamo mantenuto tutti gli impegni presi - si legge ancora nella nota della Pirelli - anche sul fronte commerciale, andando perfino oltre gli accordi. Nel corso degli anni la società ha aumentato i volumi acquistati complessivamente da Bekaert e quindi anche dal sito di Figline, con prezzi mai inferiori a quelli dimercato e con un aumento per Bekaert del valore della commessa".

Informato delle dichiarazioni della Pirelli, il presidente Rossi ha confermato di aver avuto contatti con la società per un incontro. 

"Quando è in ballo il futuro di 318 lavoratori alla diplomazia preferisco la trasparenza - ha detto Rossi - Stamani con Pirelli contatti non ci sono stati perché abbiamo trovato la porta sbarrata, noi assieme ai lavoratori della Bekaert; confermo tuttavia che l'azienda aveva trovato modo di farmi sapere di non potermi ricevere stamani a causa della mia partecipazione all'iniziativa dei lavoratori e che sarebbe stata disponibile a farlo nei giorni successivi su mia richiesta, cosa che farò con determinazione e rispetto".

Nel frattempo il ministero dello Sviluppo economico ha convocato le organizzazioni sindacali, l’azienda e le istituzioni per venerdì prossimo, 21 settembre. In quell'occasione gli operai organizzeranno un altro presidio di protesta a Roma.




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