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Attualità mercoledì 08 giugno 2016 ore 16:10

Il Toscana Pride alla conquista di Firenze

Per la prima volta il Pride per i diritti di gay lesbiche e transessuali arriva nel capoluogo toscano. Il 18 giugno sono attese 10mila persone



FIRENZE — E' il debutto fiorentino del Toscana Pride. Una 'prima volta' che arriva anche a pochi giorni dall'entrata in vigore della legge Cirinnà sulle unioni civili in Italia e che il 18 giugno vedrà sfilare nelle vie del centro storico una folla colorata di persone. Non necessariamente si tratterà di LGBTQUI, acronimo di lesbiche, gay, bisex, trans, queer e intersex perché il Pride, spiegano gli organizzatori, è aperto a tutti e non potrebbe essere altrimenti. 

La parata partirà alle 16 da piazza d'Azeglio e attraverserà tutto il centro fino a piazza Indipendenza per il concerto finale. Le iniziative legate alla manifestazione, però, inizieranno già il 9 giugno con la giornata inaugurale con il convegno "Welfare e lavoro" nella sede della Regione Toscana e proseguiranno con il Toscana Pride Park, sede di incontri e dibattiti dall'11 al 19 giugno alla Limonaia di Villa Strozzi. 

Musica e colori, ma per il Pride c'è anche un orizzonte d'azione politico che punta al riconoscimento della parità dei diritti e alla legittimazione dei legami affettivi, come hanno ricordato la portavoce del comitato promotore Barbara Caponi e la direttrice artistica Valeria Santini nel corso della presentazione in palazzo Strozzi Sacrati a Firenze. Questioni che, spiegano gli organizzatori, restano aperte nonostante la Cirinnà. Anche per questo nel corso del Toscana Pride saranno avanzate anche ulteriori rivendicazioni dell'universo arcobaleno: legge contro l'omotransfobia, matrimonio egualitario, accessibilità all'adozione e alla procreazione medicalmente assistita, oltre alla piena attuazione della legge regionale 63/2004 contro le discriminazioni.

"In Europa non esiste una legge che metta insieme le unioni civili con le adozioni - commenta il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che ha annunciato la sua presenza al Pride - dopo questa conquista è bene che il Parlamento torni a riunirsi e a parlarne in modo serio e soprattutto senza strumentalizzazioni". 

Servizio di Dario Pagli


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