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La medicina piange Gian Franco Gensini

Gian Franco Gensini
Gian Franco Gensini
Foto di: Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi / Facebook

Luminare, storico preside e primario di Careggi, si è spento all'età di 80 anni. Studioso infaticabile, appassionato di Intelligenza artificiale



FIRENZE — Ha studiato sempre, fino all'ultimo, tra l'altro appassionandosi ai temi legati all'Intelligenza artificiale: la medicina toscana piange oggi la scomparsa di Gian Franco Gensini, storico primario dell'ospedale di Careggi nonché preside della facoltà di Medicina dell'ateneo fiorentino spentosi a meno di un mese dal suo 81° compleanno a Firenze.

Proprio l'università di Firenze ha dato la notizia della sua morte, ricostruendone il profilo accademico e non solo: classe 1945, era stato allievo di Gian Gastone Neri Serneri formandosi proprio nell’Ateneo fiorentino, "al quale ha legato l’intero percorso della sua vita professionale, contribuendo in modo determinante al suo sviluppo scientifico, didattico e istituzionale", spiega una nota.

Nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi di responsabilità, tra cui la presidenza prima del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia e poi della Facoltà di Medicina e Chirurgia.

"Studioso di riconosciuto prestigio internazionale, ha dedicato la propria attività scientifica, attestata anche da oltre 650 pubblicazioni, allo studio delle malattie cardiovascolari, con particolare attenzione ai processi aterotrombotici, alla prevenzione e all’appropriatezza clinica, contribuendo in modo significativo all’avanzamento delle conoscenze in ambito della medicina interna e della cardiologia con uno sguardo attento alla innovazione, alla medicina personalizzata e all’approccio One Health", ricostruisce ancora l'università di Firenze. 

Non solo: "Ha contribuito in modo determinante all’affermazione di una medicina fondata sull’evidenza scientifica e sulla centralità del paziente".

"Clinico di grande esperienza e umanità, punto di riferimento per generazioni di allievi, è stato Direttore di Unità Operative Cliniche nel Policlinico di Careggi e poi, fino alla quiescenza, Direttore del DAI Cardiologico e dei Vasi".

Il cordoglio di professionisti e istituzioni

“Con la scomparsa di Gian Franco Gensini perdiamo un maestro, un riferimento autorevole e una figura che ha segnato profondamente la comunità medica. Alla sua famiglia va il nostro pensiero più sincero e partecipe”, sono le parole che il presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Firenze Pietro Dattolo ha affidato ad una nota.

“Ricordare Gensini significa ripercorrere un pezzo di storia della medicina fiorentina, ma per chi lo ha conosciuto da vicino significa soprattutto il racconto di un incontro che cambiava prospettiva", ricorda.

"Lo vedevi muoversi tra le aule di Careggi con passo deciso – aggiunge Dattolo – sempre impeccabile, simbolo di una medicina che è prima di tutto rigore e dedizione assoluta". Tratto distintivo: curiosità. "Una curiosità irrefrenabile che non lo ha mai abbandonato. Da ultimo, studiava, approfondiva, si appassionava alla medicina digitale e all’intelligenza artificiale con l’entusiasmo di un neolaureato".

E ancora: "Se ne va un gigante – conclude Dattolo – ma resta il calore di un uomo che ha insegnato a tutti noi che non c’è vera scienza senza un briciolo di cuore”.

Cordoglio è giunto anche dalle istituzioni. La presidente del Consiglio regionale della Toscana, Stefania Saccardi, ha rammentato il suo rapporto personale col professore: “Ho avuto modo di conoscerlo bene e di lavorare a lungo con lui durante la mia esperienza da assessore alla sanità", apprezzandone tra l'altro "anche la passione autentica per il servizio pubblico e per il miglioramento della sanità". 

"Chi lo ha conosciuto sa quanto fosse esigente, ma anche quanto credesse nella formazione e nella responsabilità delle nuove generazioni. Ha contribuito a far crescere medici e professionisti, trasmettendo non solo conoscenze, ma un modo di intendere la medicina come impegno quotidiano e responsabilità verso gli altri", sono ancora le parole di Saccardi.

L'azienda ospedaliero universitaria di Careggi, per parte sua, lo ricorda: "Pioniere della prevenzione e cura delle malattie cardiovascolari, è stato protagonista nella sanità nazionale e internazionale, contribuendo in modo determinante allo sviluppo della cardiologia moderna. Ideatore della rete delle emergenze cardiologiche della Toscana, ha dato vita a un modello scientifico e assistenziale di riferimento a livello internazionale", si legge tra l'altro in una nota.


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