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venerdì 18 ottobre 2019

Attualità martedì 25 giugno 2019 ore 15:37

Galleria dell'Accademia, dice addio all'autonomia

La Direttrice Hollbergh presenta nuove opere di manutenzione straordinaria in un clima di dismissione che vedrà il museo tornare in mano allo Stato



FIRENZE — Il Consiglio dei ministri ha approvato la riorganizzazione del Mibac voluta dal ministro Alberto Bonisoli, un disegno che rafforza l'apparato centrale creando la Segreteria Generale ed attua la soppressione dell'autonomia di tre musei nazionali, tra questi c'è la Galleria dell'Accademia di Firenze che con le Gallerie degli Uffizi ed il Museo Nazionale del Bargello era stata dotata di autonomia speciale con la riforma dell'ex ministro Dario Franceschini. Tra le novità c'è l'abolizione dei consigli d’amministrazione dei musei autonomi, pertanto i bilanci saranno approvati dal ministero. La Galleria dell'Accademia è il secondo museo italiano per numero di visitatori dopo gli Uffizi.

La Direttrice della Galleria che custodisce il David di Michelangelo, Cecilie Hollbergh, in attesa di conoscere i decreti attuativi della riforma Bonisoli, non si è sbilanciata sul suo futuro né sul futuro della Galleria, ma ha dichiarato "La prospettata perdita da parte della Galleria dell’Accademia dell’autonomia di gestione farà rientrare quest’ultima nella vecchia, ma attualmente vigente, gestione amministrativa della contabilità generale dello Stato che prevede innanzitutto la perdita degli introiti derivanti dalla bigliettazione, l’attesa delle assegnazioni annuali delle risorse da parte del ministero, il rigido rispetto delle modalità di impegni delle spese e delle chiusure contabili ad ogni anno. Pertanto, un programma così incalzante e di complessa attuazione come prima illustrato, se privato della sicurezza di risorse sempre disponibili in ogni momento, non potrà che subire i ritardi ed i rallentamenti che hanno sempre caratterizzato la gestione operativa di queste strutture”. Hollbergh è a Firenze dal 2015 ed il suo mandato scade entro il 2019, pertanto i lavori resteranno, in ogni caso, eredità della nuova gestione.

L'occasione di tornare sul tema della riforma è stata la presentazione dei cantieri che partono a luglio per migliorare la funzionalità della Galleria con il rinnovo impiantistico, il consolidamento e il restauro architettonico-strutturale della Sala del Colosso, con un intervento sulle capriate settecentesche, ed ai quali seguiranno operazioni di manutenzione straordinaria degli impianti della Tribuna del David e della Galleria dei Prigioni. Un cantiere che sembra contenere un quaderno di doglianze da parte della direzione che sottolinea come gli interventi siano destinati a trasportare la Galleria fuori dall'800.

"Per i cantieri che partono a luglio - ha spiegato la direttrice - si è scelto di dare priorità alle questioni relative alla tutela e alla conservazione, alla salute e alla sicurezza delle persone e dei beni esposti, ragion per cui i maggiori sforzi si sono concentrati sul fronte impiantistico e strutturale, con particolare attenzione al sistema di climatizzazione, il cui mal funzionamento è lamentato da tempo. Per prima cosa si procederà, dunque, con il risanare i gravi problemi di ordine strutturale delle capriate della sala del Colosso, pesantemente ammalorate e dissestate, e della gipsoteca Bartolini". "I lavori riguarderanno anche il sistema di illuminazione della Galleria, con proiettori Led, garanti del corretto illuminamento delle opere esposte in termini di conservazione, di risparmio energetico e di diminuzione dell’emissione di calore. Esecutivi sono anche i progetti per la valorizzazione dell’ambiente museale e il miglioramento della sua fruizione con la realizzazione del nuovo ingresso, oltreché il rifacimento della segnaletica, ad oggi inadeguata e pressoché inesistente" ha concluso Hollbergh.



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