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Cronaca venerdì 10 settembre 2021 ore 19:55

Base in pizzeria per il clan che incassava i fondi Covid

L'attentato con la bomba alla pizzeria

L'associazione criminale si riuniva in un locale nel capoluogo toscano finito poi al centro di una guerra tra clan con l'esplosione di una bomba carta



FIRENZE — Una pizzeria a Firenze era diventata il covo di un clan camorristico e una bomba carta piazzata davanti al locale e fatta esplodere il 23 Febbraio scorso poteva essere l'inizio di una guerra fra clan della camorra in Toscana.

Il tentativo di infiltrazione mafiosa è stato bloccato sul nascere grazie alla maxi-operazione di polizia e guardia di finanza, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, che ha visto l'arresto di 10 persone tra Firenze, Prato e in alcune località delle province di Salerno, Latina, Verona e Potenza.

Il locale, secondo quanto emerso dalle indagini, era stato acquistato subito dopo l'inizio dell'emergenza sanitaria e poi i gestori avevano chiesto gli aiuti Covid per i negozianti in difficoltà, così per finanziare le casse dell'associazione criminale che si riuniva, quasi ogni giorno, all'interno della pizzeria a Firenze. La pizzeria è poi finita al centro di una guerra tra clan culminata con l'esplosione della bomba carta davanti al locale.

E' quanto scoperto dalle indagini della Dda di Firenze che questa mattina hanno portato a dieci arresti, di cui sette in carcere e tre ai domiciliari.

Sottoposti all'interdizione dall'esercizio dell'attività professionale un commercialista che vive nel Pratese e un consulente del lavoro di Nocera Inferiore ed è stato disposto il sequestro preventivo di conti correnti e somme di denaro.

Le indagini, partite nel Luglio 2020 e condotte da Polizia e Guardia di Finanza, hanno permesso da subito di accertare che due fratelli campani avevano creato un nuovo gruppo criminale a Firenze, nato per agevolare un clan camorristico salernitano. 

La pizzeria, sempre secondo quanto emerso dalle indagini, era stata acquistata attraverso false attestazioni e i contributi Covid a fondo perduto per 32mila euro erano stati richiesti attraverso altre documentazioni sempre false.

I gestori del locale e altri soggetti sono anche accusati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina: avrebbero cercato di fare entrare in Italia almeno 15 cittadini del Bangladesh usando falsi contratti di assunzione e chiedendo a ciascuno di loro 1.500 euro.

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