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Lavoro lunedì 26 aprile 2021 ore 18:45

Matrimoni ed eventi, flashmob in lutto per i lavoratori invisibili

Chiedono una data certa per riprendere a lavorare e ristori adeguati le migliaia di operatori di questo settore bloccato da 14 mesi dalla pandemia



FIRENZE — Vestiti di nero con una rosa bianca in mano, i lavoratori del settore matrimoni ed eventi hanno manifestato a Firenze e in altre 12 città italiane per chiedere al governo Draghi una ripartenza immediata della loro attività e ristori adeguati. 

Il settore conta 50mila aziende e partita Iva e oltre mezzo milione di lavoratori che l’epidemia di Covid ha bloccato da 14 mesi riducendo del 90% un giro di affari da 60 miliardi di euro all’anno. 

Nel nuovo decreto appena entrato in vigore non è stata indicata una data per la ripresa delle feste di nozze e degli altri eventi privati e anche la stagione estiva 2021 rischia la cancellazione se non arriveranno dal governo, rapidamente, indicazioni precise: un matrimonio richiede una programmazione e un'organizzazione che non si possono improvvisare in pochi giorni.

Aziende, partite Iva e dipendenti hanno proposto al governo un protocollo di sicurezza avallato dall’epidemiologo Pierluigi Lopalco. "Nonostante le garanzie a tutela della salute pubblica contenute nel protocollo - si legge in una nota di Federmep, Assoeventi e Feu - il governo ha inspiegabilmente deciso di non indicare alcuna data per la ripresa della nostra attività. Una scelta irragionevole che avrà conseguenze pesantissime sul settore: il 2021 rischia di diventare persino peggiore del 220. La prima metà di quest'anno è già persa, senza certezze rischiamo di perdere anche buona parte degli eventi di Luglio. Tradotto in numeri: un calo del fatturato di circa il 40% sul già devastante 2020 e una perdita sul 2019 di circa il 95%".

"Quel che chiediamo è tornare a lavorare, realizzare i sogni dei nostri sposi e degli altri clienti - conclude la nota - Alla luce dell'ultimo decreto siamo i più colpiti dalle restrizioni e pretendiamo risarcimenti adeguati, non le briciole arrivate finora. Gli emendamenti al decreto Sostetni sono un timido passo: quello definitivo è contenuto nella class action (causa legale collettiva) che stiamo predisponendo".



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