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Cultura giovedì 25 marzo 2021 ore 18:35

Dantedì, lifting laser al cenotafio dell'Alighieri

Presentato a 700 anni dall'anno in cui Dante fa iniziare la Divina Commedia il restauro del monumento funebre collocato nella basilica di Santa Croce



FIRENZE — Il gioco di luci ed ombre creato dai riflettori sui lineamenti aguzzi del volto di Dante Alighieri ha accompagnato la voce di Monica Guerritore nella lettura di alcune terzine tratte dal canto I dell'Inferno e dal canto XXIV del Purgatorio. I versi danteschi, insieme al colpo di tacchi nel silenzio, hanno riecheggiato tra le pareti della basilica di Santa Croce, trasportando i presenti in un'atmosfera di grande suggestione.

Lo spettacolo ha suggellato la presentazione del restauro del cenotafio di Dante Alighieri nella basilica di Santa Croce nell'ambito della seconda edizione del Dantedì, istituito dal ministro della cultura Dario Franceschini nel 2020 e collocato il 25 Marzo come anniversario di quel lontano giorno del 1300 in cui il Sommo Poeta si ritrovò "per una selva oscura", l'inizio del fantastico viaggio della Divina Commedia. 

La realizzazione del cenotafio, scolpito dallo scultore Stefano Ricci all'inizio dell'Ottocento, venne promossa dal granduca  di Toscana Ferdinando III ma finanziata attraverso una massiccia raccolta di fondi tra i fiorentini dell'epoca che si riconoscevano nei valori unitari: un'assoluta innovazione insomma. Perché questa beneficienza? Tutto merito dell'appello comparso sulla Gazzetta di Firenze nel 1818 e firmato da nomi illustri come Gino Capponi e Vittorio Fossombroni, tra l'altro sepolti anche loro in Santa Croce. E fu così che nel 1830 l'opera venne inaugurata nella basilica,  tentativo di simbolica riappacificazione tra il Sommo Poeta e la sua città natale. Ricordiamo infatti che i cenotafi non sono altro che tombe vuote e, nel caso specifico, la salma di Dante si trova a Ravenna, dove quest'ultimo visse dopo l'esilio del 1301 in quanto guelfo bianco.

Anche nel ventunesimo l'intervento sul cenotafio è stato reso possibile da mecenati, Florence e Christian Levett, Dedalus Italia Spa e El. En. Spa che, con lo stesso spirito di allora, hanno aiutato nell'operazione il Comune di Firenze, l'Opera di Santa Croce e il Fondo edifici di culto del Ministero dell'Interno.

L’intervento è stato eseguito da Stefano Landi sotto la supervisione della Soprintendenza alle belle arti.

Tra le tante tecniche utilizzate anche i laser: un vero e proprio lifting per marmi e scritte a fondo d'oro. Un'opera di recupero e ripulitura che mancava addirittura dal restauro messo in atto dopo l'alluvione del 1966, tant'è vero che Landi ha ritrovato diverse tracce di limo.

Hanno presenziato all'evento di oggi in Santa Croce anche il presidente di Regione Eugenio Giani, il sindaco di Firenze Dario Nardella ed Eleonora Mazzocchi, responsabile del servizio tutela e gestione del patrimonio storico artistico dell’Opera di Santa Croce.

Alberto Generini
© Riproduzione riservata

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