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Arte sabato 04 maggio 2019 ore 16:41

​Tony Cragg in mostra al Giardino di Boboli

La mostra a cura di Eike Schmidt, Chiara Toti e Jon Wood è disseminata nei luoghi più suggestivi e rappresentativi del Giardino di Boboli



FIRENZE — Le sculture monumentali di Tony Cragg dialogano con l’ordinata natura del Giardino di Boboli e la forza primordiale della materia scultorea si contrappone al panorama storico della città.
"Geysers di acciaio brillante si stagliano contro il cielo di Firenze, dalla ghiaia e tra le siepi spuntano stalagmiti di bronzo di apparenza preistorica e giganteschi fiori di resina, steli colossali e candidissimi, eruzioni collinari e forme ellittiche, intrecci colossali di immaginarie foreste fossili, colate di metallo che sussultano, si torcono e si ripiegano, colte nell’ultima fase molle prima di rapprendersi" così a Boboli si presentano le sedici opere del maestro inglese, uno dei più noti e acclamati esponenti della scultura contemporanea.

“È la prima volta che un grande museo italiano dedica una mostra monografica a Tony Cragg - è il commento di Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi - e il Giardino di Boboli, con le sue meraviglie naturali, le opere d’arte antica e la sua struttura fortemente razionale, è il teatro perfetto per questa mostra. Infatti il tema della scultura nel parco, centrale nella poetica dell’artista, include necessariamente forme ispirate alla natura e alla sua forza misteriosa, che Cragg crea per suscitare una reazione forte nell’osservatore, che sia di pura emozione o di interpretazione intellettuale”.

Il visitatore è guidato in un percorso tra stupore e conoscenza, che fornisce una nuova chiave interpretativa non solo delle sculture stesse, ma anche dello spazio che le ospita. Le opere nel Giardino di Boboli tra la Grotta del Buontalenti, l’Anfinteatro e la Palazzina della Meridiana rivelano d’un tratto l’energia di scorci familiari e confortanti, ordinati da architetti e giardinieri nel corso dei secoli.
Con le sculture di Cragg la materia si affianca alla storia, ed il ruolo che Tony Cragg attribuisce alla scultura è proprio questo: partendo da un’incessante e inquieta esplorazione della materia e della sua relazione con l’ambiente che ci circonda, emergono nuovi significati, sogni e linguaggi.

Tony Cragg nasce a Liverpool nel 1949 e vive e lavora dal 1977 in Germania, a Wuppertal. Qui si trova il suo studio e non lontano lo Skulpturenpark Waldfrieden, vivace centro espositivo dedicato alla scultura contemporanea, al quale ha dato vita nel 2008.
Sulla scena artistica dalla fine degli anni '70, Cragg ha all’attivo decine di mostre in gallerie, musei, parchi di tutto il mondo nonché la partecipazione alle principali rassegne d’arte contemporanea come Documenta o la Biennale di Venezia. Per molto tempo ha affiancato l’attività artistica all’insegnamento presso la Kunstakademie Düsseldorf e la Universität der Künste (UdK) di Berlino. Ha ricevuto numerosi premi tra cui il Turner Prize (1988), Shakespeare Prize (2001), e il Praemium Imperiale for Sculpture (2007). 



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