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Attualità sabato 02 luglio 2022 ore 19:20

Stop affitti brevi e Venezia fa piangere Firenze

Più poteri al sindaco di Venezia per regolamentare gli affitti turistici a breve termine ma il sindaco di Firenze aveva proposto una legge nazionale



FIRENZE — Venezia potrà tenere sotto controllo il fenomeno delle abitazioni destinate agli affitti turistici, grazie ad un emendamento al decreto Aiuti, un assist dal centrosinistra che agevola il lavoro al sindaco Luigi Brugnaro. E Firenze? Piange.

Colto di sorpresa il primo cittadino di Firenze, Dario Nardella, che proprio adesso stava lavorando alla legge di iniziativa popolare salva centri storici per la quale è prevista una raccolta firme. Nardella ha lanciato una crociata contro la "rendita parassitaria" con una raccolta di 50.000 firme per presentare il disegno di legge ed incentivare il ritorno della residenza nei centri storici.

La Confederazione degli artigiani fiorentini ha parlato di “Un gol di rapina per tutte le altre città d’arte in campo, incredibilmente e illegittimamente discriminate, retrocesse in serie B a campionato in corso, proprio da un organo statale".

Le città di Firenze e Venezia che sono andate a braccetto dai tempi dei primi incontri alla Borsa del turismo online si guardano oggi con invidia, con buona pace della collaborazione trasversale tra sindaci di idee politiche diverse. 

Eccellere è distintivo, mentre le criticità sono di tutti e così nel giro di poche ore l'amata amica Venezia è diventata una città d'arte di serie A e Firenze una cenerentola di serie B. 

Giacomo Cioni, presidente di CNA Firenze Metropolitana ha commentato "Un’urgenza particolare per Firenze perché se Venezia, e lo dico con tutto il rispetto per il capoluogo veneto e piena fiducia nella sua capacità di recupero, è ormai una Disneyland, nella nostra città c’è ancora una residenza, sia pur stretta all’angolo, che tutti, dall’amministrazione comunale, alle imprese e ai cittadini, vogliamo rinsaldare e accrescere. In particolare, per il tessuto imprenditoriale ripopolare il centro di cittadini significa ripopolarlo di negozi di prossimità e laboratori artigianali che offrono loro servizi, cioè creare sviluppo attraverso un modello che per noi di CNA è fondamentale: quello della bottega. Un modello che ancora lo sviluppo economico al territorio: crea occupazione e non la sposta dove il costo del lavoro è più basso, offre servizi e prodotti che lo valorizzano distinguendosi per materiali e competenze caratteristici legati al luogo d’origine, fa economia reale invece che finanziaria. Pur richiedendo dei correttivi che assicurino una maggiore incisività di azione a sostegno dell’artigianato e a contrasto tanto dell’abusivismo quanto delle produzioni di bassa qualità, siamo con il sindaco Nardella e con la sua decisione di andare avanti con la legge di iniziativa popolare salva centri storici, ma proprio per i tempi che richiederà è necessario, oltre che doveroso in uno stato democratico, procedere a sanare l’obbrobrio giuridico appena partorito”.


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