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Politica lunedì 06 giugno 2016 ore 19:42

La rivoluzione di Sestograd

Lorenzo Zambini

Dopo il commissariamento del Comune, un ballottaggio a sorpresa giocato tutto a sinistra. Oppure una resa dei conti tutta interna al Pd



SESTO FIORENTINO — Alla fine lo hanno ammesso, i vertici toscani del Pd, che il risultato delle amministrative a Sesto è stato al di sotto delle aspettative e che  "le divisioni interne hanno pesato". Ma in realtà il ballottaggio fra i due Lorenzi, Zambini per i dem, Falchi per Sinistra Italiana, entrambi under 40, ha tutta l'aria di uno scontro finale fra le anime della sinistra che popolano la piana fiorentina da decenni e che già un anno fa, con la sfiducia al sindaco Sara Biagiotti dopo un solo anno di mandato, avevano dimostrato di avere i numeri per inceppare - e di brutto - la macchina del successo renziano.

Per i democratici l'ipotesi peggiore è  che Lorenzo Falchi stringa un accordo per il ballottaggio con Maurizio Quercioli, il candidato sindaco di Rifondazione Comunista che si è già dichiarato favorevole a un'intesa: il primo ha raccolto 27% dei voti, il secondo il 19%, messi insieme al ballottaggio potrebbero davvero asfaltare Zambini e il suo 33% di consensi. "Ma ci servono garanzie effettive - ha spiegato Falchi - ovvero che il nuovo inceneritore e l'ampliamento dell'aeroporto non verranno mai realizzati". 

Dal canto suo Lorenzo Zambini, a suo tempo vicesindaco di Sara Biagiotti, accusa gli avversari di aver cavalcato la paura dei cittadini "in modo irresponsabile", ipotizzando, qualora Falchi vincesse, una "restaurazione gianassiana". Il riferimento è all'ex sindaco Gianni Gianassi, ex Pd di area Bersani ora Sinistra italiana, che ha appoggiato Falchi. "Sarebbe la vittoria di chi da sempre governa Sesto - ha detto Zambini - Sarebbe devastante e pericoloso per tutta la città che verrebbe riproiettata nello stesso sistema di isolamento e incoerenze, di stallo permanente".

Dal canto suo Giannassi ha scritto allegro su facebook: "Pd a Sesto. Che legnata ragazzi. Perde 13.996 voti in due anni, dai 18.248 delle Europee 2014 ai 4.252 delle comunali 2016. Qualcuno credeva che facessimo per gioco, per testimonianza. Ora invece andiamo al ballottaggio per avere un sindaco come si deve".

Per la cronaca, fra i candidati al consiglio comunale più votati delle liste di Falchi figurano gli otto ex consiglieri comunali espulsi dal Pd dopo la sfiducia a Sara Biagiotti: Diana Kapo, Giulio Mariani, Antonio Sacconi, Aurelio Stera, Gabriella Bruschi, Andrea Guarducci più la ex segretaria comunale Camilla Sanquerin.

Servizio di Elisabetta Matini
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