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Cronaca mercoledì 11 agosto 2021 ore 12:18

Truffa, per l'imprenditrice scatta il sequestro

Una imprenditrice è stata indagata per truffa aggravata. Le indagini sono partite dopo una denuncia fatta dalla donna nei confronti dei suoi soci



SCANDICCI — I carabinieri di Firenze hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo nei confronti di una imprenditrice di 56 anni originaria della provincia di Verona ma residente a Scandicci, ritenuta responsabile di truffa aggravata. Il provvedimento è finalizzato al sequestro preventivo di liquidità, beni immobili e mobili registrati fino a 51mila euro.

Il provvedimento scaturisce da una attività investigativa avviata nel Settembre 2020 a seguito di una denuncia per tentata estorsione sporta dall’imprenditrice nei confronti di tre soggetti di nazionalità albanese, soci della donna in una società di ristorazione con sede a Scandicci, per minacce tese ad acquisire indebitamente il controllo della società e del relativo ristorante. 

Le indagini secondo gli inquirenti, hanno consentito di acquisire gravi e concordanti elementi di reità a carico dell’indagata. A quanto si apprende la donna dopo aver ottenuto nel 2011, in qualità di socio unico e amministratore di una società veronese nel settore pubblicitario e della comunicazione, allo stato fallita, un mutuo agevolato dell’importo di euro 70mila euro tramite accesso al Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese, avrebbe messo in atto artifizi e raggiri al fine di risultare nullatenente ed evitare di restituire la somma erogata.

L'indagata avrebbe ceduto nel 2012 ad un soggetto di Prato, pluripregiudicato per reati in materia finanziaria, le quote della società poi posta in liquidazione e, dopo alcuni mesi, dichiarata fallita e, dopo aver rilevato nel 2016 le quote della società di Scandicci, le ha successivamente trasferite ad uno dei soci, poi denunciato nel Settembre 2020, al fine di non pagare la cartella esattoriale emessa a suo carico da Equitalia per recuperare il credito erogato nel 2011.

La donna risulta indagata anche per calunnia poiché ha denunciato, sapendoli innocenti, i suoi soci nella gestione della società di ristorazione.


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