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Attualità lunedì 10 maggio 2021 ore 17:40

Patrick Zaki diventa cittadino onorario di Firenze

Il sindaco ha illustrato la delibera per il conferimento della cittadinanza onoraria al giovane attivista egiziano in carcere da 458 giorni



FIRENZE — La delibera per il conferimento della cittadinanza onoraria a Patrick George Zaki è stata presentata in Consiglio comunale dal sindaco di Firenze, Dario Nardella.

Il giovane attivista egiziano nato a Mansura il 16 Giugno 1991 e studente di un master sugli studi di genere presso l’Università degli Studi di Bologna è detenuto in carcere da 458 giorni.

“Ci sono tutte le condizioni perché anche Firenze possa conferire la cittadinanza, in forma simbolica, a Patrick Zaki, diventato suo malgrado un simbolo di Resistenza contro la violenza e il disprezzo di ogni principio fondamentale democratico, un simbolo di libertà che tutto il mondo segue con grande attenzione. In questa mobilitazione nazionale sono convinto che Firenze debba far sentire la propria voce. La cittadinanza onoraria è un titolo sempre molto significativo per qualunque città e a maggior ragione per Firenze, che ha potuto votare un conferimento del genere ad alcune tra le più grandi personalità del mondo” ha detto Nardella.

Zaki è stato arrestato dalle autorità egiziane all’aeroporto del Cairo, dove era appena atterrato per andare a trovare i propri familiari, il 7 Febbraio 2020, 15 mesi fa. Le accuse sono minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento alle proteste illegali, sovversione, diffusione di false notizie, propaganda per il terrorismo. L’Egitto sta prolungando la detenzione preventiva ogni 45 giorni, l’ultimo rinvio è del 6 Aprile. La legge egiziana permette di detenere in carcere in forma preventiva un sospettato fino a 2 anni. Patrick ha pochissimi contatti con l’esterno. Difficilmente gli è permesso di parlare con il proprio avvocato e ancor più raramente può parlare con i genitori, Marise e George Zaki. A Febbraio di quest’anno il padre George ha avuto un grave peggioramento dello stato di salute che l’ha costretto ad essere ricoverato d’urgenza all’ospedale del Cairo; nemmeno in questa situazione è stato permesso al giovane studente di incontrarlo. Solo il 24 Aprile padre e figlio hanno potuto incontrarsi e abbracciarsi dopo oltre 6 mesi. 

Il 18 Dicembre 2020 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione in cui «deplora [...] con la massima fermezza la continua e crescente repressione, per mano delle autorità statali e delle forze di sicurezza egiziane, ai danni dei diritti fondamentali e di difensori dei diritti umani [...] e chiede la liberazione immediata e incondizionata di Patrick George Zaki e il ritiro di tutte le accuse a suo carico», definendo «arbitrario» il suo arresto e considerando la sua detenzione come una «minaccia» per i valori fondamentali dell'Unione europea.

Sono molte le città italiane che hanno simbolicamente concesso la cittadinanza onoraria a Patrick: Napoli, Bari, Milano, Lecce, Ferrara, Avellino, Rimini e molte altre. 

Diversi parlamentari hanno presentato due mozioni la seconda delle quali in Senato, prima firmataria Liliana Segre. Il 14 Aprile il Senato ha approvato la mozione per la concessione della cittadinanza italiana a Patrick Zaki. Sui 241 presenti (tra cui la senatrice a vita Liliana Segre) non ci sono stati voti contrari e la chiamata si è conclusa con 208 favorevoli e 33 astenuti (Fratelli d’Italia). L’intenzione dei proponenti della due mozioni è far leva su sulla legge 91 del 1992 che sottolinea come «la cittadinanza può essere concessa allo straniero quando questi abbia reso eminenti servizi all’Italia, ovvero quando ricorra un eccezionale interesse dello Stato»”.

Il sindaco Nardella ha anche fatto presente che “A Firenze l’1 Marzo, il Consiglio comunale ha votato all’unanimità la mozione presentata da Sinistra progetto comune per la cittadinanza onoraria a Patrick Zaki, approvata dalla giunta con una delibera il 20 aprile scorso”.

Dal 13 Ottobre 2020 una gigantografia dello studente di Bologna campeggia nell’ufficio del sindaco, mentre è del 16 Gennaio l’apposizione dello striscione su Palazzo Vecchio che richiede libertà e giustizia per Patrick Zaki, a cui si affianca Giulio Regeni.

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