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Attualità lunedì 20 maggio 2019 ore 10:38

Ingiunzioni non pagate, ci sarà la rottamazione?

I consumatori rivolgono un quesito agli enti locali per conoscere la decisione sull'applicazione delle disposizioni inserite nel decreto Crescita



FIRENZE — A pochi giorni dalla scadenza fiscale, i consumatori toscani domandano agli enti locali cosa abbiano previsto in merito alle ingiunzioni fiscali inviate ai contribuenti sino al 2017 ma rimaste inevase. "E' in arrivo la rottamazione?" domandano dall'Associazione che tutela i diritti di utenti e consumatori con sede in via Cavour a Firenze.

A lanciare il quesito per Aduc è Rita Sabelli, responsabile aggiornamento normativo: "Le ingiunzioni fiscali notificate negli anni dal 2000 al 2017 rimaste non pagate potranno forse essere rottamate, se così deciderà il comune o altro ente locale che le ha emesse, direttamente o tramite società collegate. Il decreto crescita ha previsto che gli enti locali che riscuotono le proprie entrate, anche tributarie, per mezzo dell’ingiunzione fiscale per la riscossione diretta in alternativa alla cartella esattoriale, possono decidere entro giugno 2019 di concedere una “rottamazione” di quelle ancora non riscosse, consentendone il pagamento senza sanzioni e senza interessi nel caso di multe al codice della strada".

"Le modalità di accesso - spiega ancora la consulente legale di Aduc - l’eventuale rateizzazione ottenibile e i termini di presentazione delle domande saranno autonomamente decisi dall'ente locale che dovrà pubblicare sul proprio sito l’atto adottato riguardo alla agevolazione con tutti i dettagli della stessa. L’ultima rata della rottamazione non potrà comunque scadere oltre il 30 settembre 2021. Per legge la presentazione della domanda di rottamazione sospende i termini di prescrizione relativi al debito che però riprendono a decorrere in caso di mancato, tardivo o insufficiente pagamento dell’unica rata o di una delle rate" conclude l'avvocato Sabelli.



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