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Attualità venerdì 12 luglio 2019 ore 10:32

Mostro di Firenze, l'assassino resta sconosciuto

Non sarebbe emerso nulla di rilevante dall'ultimo approfondimento di indagini, per questo gli inquirenti hanno chiesto l'archiviazione del caso



FIRENZE — Dalla piazzola di Scopeti non sarebbero emersi particolari degni di rilievo processuale, nessuna sorpresa dell'ultimo minuto da portare in aula e così anche l'ultima pista finisce nel nulla. A riaccendere i riflettori sul caso del Mostro di Firenze, ripartendo dall'ultimo duplice delitto avvenuto a San Casciano Val di Pesa tra il 6 e l'8 settembre 1985, in frazione Scopeti, era stato l'avvocato Vieri Adriani, legale delle famiglie delle vittime francesi, Jean-Michel KraveichviliNadine Mauriot. Musicista di 25 anni lui e commerciante di 36 anni lei, titolare di un negozio di calzature diretta ad una fiera del settore prima di ritrovarsi su quella tragica piazzola di sosta.

Un memoriale di Adriani risulta di interesse per gli inquirenti, il pm storico Canesa ed il subentrante Turco approfondiscono le indagini su un uomo, detto "l'ex legionario", più volte controllato che viene interrogato altre volte sui suoi spostamenti e sulle sue conoscenze con Pacciani, Vanni e Lotti, i cosiddetti "compagni di merende" da una frase ricorsa in aula durante i processi. 

Dall'esame, approfondito, sulla piccola tenda non sarebbero emersi elementi a carico degli ultimi indagati, l'ex legionario di Prato ed un medico del Mugello. Una ogiva di proiettile rinvenuta in un cuscino della tenda, un fazzolettino di carta contenente elemento organico ed un guanto in lattice, non hanno risposto a nessuna domanda utile, se non giustificare in qualche modo la loro presenza su un luogo che da anni oramai viene additato quale esempio di come non dovrebbe presentarsi la scena di un crimine

Negli oltre 50 anni di storia giudiziaria le indagini hanno coinvolto più persone, ma senza individuare l'autore materiale certo che avrebbe esploso i proiettili Winchester serie H dalla Beretta calibro 22 a canna lunga, mai ritrovata.

Per tanti di coloro che hanno approfondito la vicenda, alcuni veri e propri cultori della materia, l'omicidio di Jean Michel e Nadine è considerato il vero banco di prova del Mostro, la chiave di volta della sua storia criminale. C'erano grandi aspettative sulla ricostruzione minuziosa di quanto accaduto durante il viaggio dei due ragazzi, registrato sugli scontrini fiscali, tra l'est della Francia e l'Emilia Romagna, con deviazione a San Casciano dove i due si sarebbero imbattuti nel loro carnefice, uno degli assassini seriali più famosi della storia del crimine, uno dei pochi narcisisti che non avrà un nome.


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