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Cronaca sabato 06 giugno 2020 ore 12:28

Maxi traffico di scarti tessili da Prato a Firenze

Una indagine congiunta delle municipali di Firenze e di Prato ha permesso di risalire anche alla titolare del magazzino da cui provenivano i sacchi



FIRENZE — Una operazione congiunta tra Firenze e Prato ha portato alla denuncia di tre persone, tutte di origine cinese, e a un maxi sequestro di scarti tessili a seguito di una indagine avviata dopo i ripetuti abbandoni avvenuti in particolare nel Quartiere 5,.

L'obiettivo è stato quello di individuare non solo chi effettuava materialmente lo scarico illegale ma anche le aziende da cui provenivano gli scarti. Per questo gli agenti del Reparto di Rifredi hanno effettuato numerosi appostamenti nei luoghi dove più di frequente avveniva lo scarico spesso in ore notturne o la mattina presto individuando e mettendo sotto osservazione due cittadini cinesi.

I due, padre e figlio, erano già stati colti sul fatto dalla municipale che in passato aveva sequestrato loro due furgoni oltre a 80 sacchi da 25kg di scarti. E quindi gli agenti hanno dedotto non solo che i due stavano continuando lo scarico illegale ma anche che si trattasse di un’attività organizzata. Dopo una serie di verifiche e riscontri è emerso che il “produttore” degli scarti si trovava a Prato e quindi gli agenti di Rifredi hanno contattato i colleghi di Prato. È quindi iniziata una indagine congiunta effettuata nei rispettivi territori e che si è conclusa Mercoledì con una operazione che ha colto sul fatto i responsabili. 

Alle 13 un’auto civetta del Reparto di Rifredi ha intercettato il furgone e lo ha seguito fino a Prato dove è andato a caricare sacchi di scarti tessili presso un laboratorio nella zona vicina al Macrolotto. Lo stesso furgone era stato ripreso da una telecamera la sera prima vicino ai cassonetti dove gli occupanti avevano scaricato dei sacchi neri di scarti tessili. Alle 15 il veicolo è ripartito dal magazzino ed è stato fermato da due auto civetta e dai controlli è emerso che il furgone stava trasportando scarti tessili. Alla guida è risultato il padre, mentre il figlio a bordo di un’utilitaria è stato bloccato nelle vicinanze. Nel frattempo, senza che i due potessero avvisare la titolare del magazzino, gli agenti sono andati al laboratorio: qui hanno verificato che gli scarti tessili del furgone provenivano proprio da lì. Di concerto con il pubblico ministero, è scattato il sequestro del furgone con il suo contenuto, del laboratorio e dei 24 sacchi da 25 chilogrammi di scarti che si trovavano all’esterno dell’edificio.

Complessivamente tra i sacchi nel furgone, quelli trovati nel magazzino e quelli che i due avevano già scaricato sono stati sequestrati 1.900 chilogrammi di scarti. La titolare del laboratorio, di nazionalità cinese, è stata denunciata in concorso con i due connazionali per conferimento illegale di rifiuti speciali non pericolosi. Per padre e figlio è scattata anche l'aggravante della recidiva e della reiterazione. Inoltre al conducente del furgone sono stati sequestrati 650 euro in contanti. 



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