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Attualità martedì 30 giugno 2020 ore 18:28

Bigazzi nuovo presidente di Confindustria Firenze

Maurizio Bigazzi con il 99 per cento di voti è il nuovo presidente di Confindustria Firenze, eletta dall’assemblea anche la squadra dei vicepresidenti



FIRENZE — L'assemblea generale di Confindustria Firenze ha eletto con il 99 per cento dei voti Maurizio Bigazzi come nuovo presidente, guiderà gli imprenditori fiorentini per il quadriennio 2020-2024. Bigazzi, imprenditore del settore alimentare, è presidente di Toscanità, azienda specializzata nella produzione di pasta fresca e vice presidente di Gerist, impresa operante nel settore della ristorazione collettiva e catering già presidente e amministratore delegato del Gruppo Alimentare in Toscana e, precedentemente, del Salumificio Bechelli, coordinatore della commissione alimentare di Confindustria Toscana.

L’assemblea ha eletto anche la squadra dei vice presidenti che lo affiancheranno nel governo dell’associazione nel biennio 2020-2022.

Sono otto i vicepresidenti elettivi: Lapo Baroncelli (Xenia) con delega alla città metropolitana, smart city, rapporti con le Sezioni territoriali e con le partecipate; Giancarlo Carniani (Toflorence) con delega al turismo; Stefano Gabbrielli (Enic) con delega alla internazionalizzazione, marketing territoriale e grandi eventi; Azzurra Morelli (Pellemoda) con delega al capitale umano, formazione e sostenibilità; Niccolò Moschini (gruppo Kering) con delega al manifatturiero, moda, made in Italy e politiche Industriali; Roberto Naldi (Toscana Aeroporti) con delega ai fattori competitivi territoriali e attrattività di nuovi investimenti; Alessandro Sordi (Nana Bianca) con delega alla innovazione, supporto alla trasformazione digitale delle imprese e start up; Paolo Sorrentino (Gilbarco Italia) con delega al lavoro e relazioni industriali. Rimane del presidente la delega al credito e ai rapporti con la grande distribuzione.

Della squadra fanno aperte anche due vice presidenti di diritto: il presidente della piccola industria Stefano Gabbrielli e il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Andrea Mortini (Consilium Italy) che avrà il compito di promuovere e diffondere la cultura di impresa.

“Sono e resterò un imprenditore - ha detto Maurizio Bigazzi - Che è un mestiere difficile, oggi quasi temerario. In Confindustria non cambierò il mio approccio imprenditoriale, perché non conosco altro modo di procedere. E lo farò anche perché credo nell’associazionismo e nel ruolo dei corpi intermedi. Soprattutto oggi, di fronte alla penuria di classe dirigente e alla crisi della a politica”. Nella su relazione all’assemblea privata ha rilevato come a Firenze “in un momento così difficile, ci sono investimenti fermi per oltre un miliardo e mezzo; risorse messe sul tavolo – alcune da anni – da imprese anche del territorio”. Ed ha citato “mi riferisco – ha detto – alla Stazione dell’Alta Velocità; alla pista di Peretola; al nuovo stadio. Ma potrei parlare anche della terza corsia della A11; della Fortezza da Basso; di tutte quelle opere congelate da anni, alcune da decenni. Opere che valgono punti strutturali di PIL; operazioni anticicliche con ricadute competitive ed occupazionali, che neppure una emergenza economica come quella attuale è riuscita a sboccare”.

“La morale è che i ‘virus’ dell’immobilismo e della rendita di posizione, presenti nel nostro sistema, sono ancora più pericolosi e più resistenti di quelli del Covid. Le infrastrutture non si fanno per compiacere le imprese ma perché danno lavoro e sono un volano strategico di crescita economica”.

“Il ruolo delle banche è insostituibile; soprattutto ora, perché la carenza di credito è un freno ulteriore alla ripresa dell’attività produttiva. Voglio lanciare una provocazione: venerdì la Banca d’Italia ha ricordato i 50 miliardi dati alle banche a tasso negativo. Quei 50 miliardi a tasso negativo dati alle imprese italiane, sotto forma di ingresso temporaneo dello stato nel capitale delle aziende, avrebbero generato un moltiplicatore decisamente superiore. Il nostro territorio è una delle piattaforme produttive più importanti del Paese; una delle più rilevanti d’Europa nella manifattura di qualità. Il vero spirito del “made in” esiste solo qui. La politica ha dato per scontato questo posizionamento. Mentre – in realtà – è un traguardo che va riconquistato ogni giorno”.

“Dovremmo pretendere dai nostri amministratori pubblici locali, un’operazione di semplificazione vera e misurabile delle procedure. Non possiamo lasciare gli investimenti in ostaggio di regole opprimenti e vessatorie”.



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