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Cronaca lunedì 24 maggio 2021 ore 09:10

Beni in odor di camorra, scatta la confisca

la guardia di finanza appone i sigilli a un immobile

La guardia di finanza ha eseguito la misura nei confronti di un imprenditore di origini campane già colpito da sequestro di beni per 750.000 euro



PROVINCIA DI LUCCA — Beni immobiliari e mobiliari, conti correnti bancari, un'automobile, libretti postali: la guardia di finanza di Lucca ha eseguito il decreto di confisca ai sensi del codice antimafia emesso dal tribunale di Firenze nei confronti di un imprenditore di origini campane già colpito da sequestro di beni per un valore di 750.000 euro circa.

L’attività prende spunto dall’operazione Ghost Tender condotta dal nucleo di polizia economico-finanziaria di Lucca che nel marzo 2018, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Firenze, aveva portato ai primi sequestri di beni, all’arresto di 5 persone tra la Toscana e la Campania ed alla denuncia a piede libero di ulteriori responsabili in quanto appartenenti o fiancheggiatori di un’associazione a delinquere operativa dal luglio 2013 nella provincia di Lucca e contigua al clan camorristico dei Casalesi.

Nell’ambito delle indagini era stato individuato un gruppo criminale che ruotava attorno a imprenditori edili residenti in provincia di Lucca e a Caserta i quali, utilizzando prestanome e società compiacenti, molte delle quali 'apri e chiudi', si aggiudicavano appalti per milioni di euro per la Asl 3 Napoli Sud "in relazione a commesse per lavori edili banditi con importi inferiori ai valori soglia, al di sopra dei quali sarebbe prevista la procedura ordinaria di affidamento", ricostruisce la guardia di finanza lucchese in una nota.

I lavori poi talvolta non venivano neppure eseguiti: "A tale scopo, il sodalizio aveva stabilito rapporti corruttivi con un dirigente della predetta Asl, il quale non solo aveva aggiudicato l’appalto in violazione delle norme di trasparenza, correttezza e imparzialità, ma aveva addirittura consentito al sodalizio di conseguirne il pagamento pur in assenza di qualsivoglia esecuzione dei lavori. In questo modo, le imprese riconducibili al gruppo criminale erano risultate, a turno, aggiudicatarie di numerosi appalti per lavori falsamente attestati come avvenuti, ma di fatto in gran parte non eseguiti".

Il procedimento penale si trova in fase di udienza preliminare. Le indagini patrimoniali, coordinate dalla procura della Repubblica di Firenze, hanno evidenziato la pericolosità del soggetto sottoposto ad indagini - spiega ancora la nota - e la sproporzione del patrimonio disponibile rispetto al proprio reddito in relazione al periodo temporale di riferimento (2013- 2019).

Sulla base delle risultanze emerse, il procuratore aggiunto della procura della Repubblica presso il tribunale di Firenze Luca Tescaroli e il sostituto procuratore presso la Direzione distrettuale antimafia di Firenze Giulio Monferini hanno avanzato richiesta di applicazione delle misure preventive personali e patrimoniali. L’ufficio misure di prevenzione del tribunale di Firenze, presieduto da Raffaele D’Isa, valutando positivamente la sussistenza dei requisiti di legge ha emesso il provvedimento ablatorio dei beni riconducibili al proposto, eseguito a dicembre 2020. 

Successivamente, in sede di udienza collegiale, il tribunale di Firenze, in funzione di giudice delle misure di prevenzione, ha parzialmente accolto le richieste formulate dai pubblici ministeri disponendo la confisca di una parte dei beni riconducibili al soggetto: conti correnti bancari, libretti postali ed un’autovettura.

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