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Attualità mercoledì 19 ottobre 2016 ore 14:37

La staffetta della ricerca per le religioni

Sono già a Firenze i primi due ricercatori, arrivano dal Qatar e dalla Svezia. L'iniziativa dell’Istituto Sangalli per il dialogo interreligioso



FIRENZE — Firenze capitale internazionale del dialogo interreligioso grazie alla presenza di ricercatori da tutto il mondo che affronteranno, nel loro soggiorno di studio, temi come il rapporto dell’Islam con la musica pop e i percorsi storici che hanno condotto il mondo islamico ad accettare l’esistenza dell’ 'altro’, e quindi di altri mondi al di fuori del proprio. La ‘staffetta della ricerca’ inizia ufficialmente oggi, con la presentazione in Palazzo Vecchio dei nomi dei ricercatori che hanno partecipato al bando dell’Istituto Sangalli relativo alle ‘Florence Short Term Fellowships in Storia e Studi religiosi’, e proseguirà fino all’estate del 2017.

Il ‘Florence Short Term Fellowships Program’, che vuole richiamare dall’estero a Firenze studiosi affermati per un soggiorno di ricerca e studio, è una iniziativa in collaborazione con il Comune, il Robert F. Kennedy Center for Justice and Human Rights Florence e con il sostegno dell'Ente Cassa di risparmio di Firenze.

Per il bando promosso dall'Istituto Sangalli sono arrivate ben 69 domande da 4 continenti e 29 paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Colombia e Argentina; Libano, Israele, Qatar, India e Bangladesh; Sudafrica e Zimbabwe, oltre a praticamente tutti i paesi europei.

I ricercatori selezionati sono: Roberto Di Stefano da Buenos Aires, Argentina; Abdullah Ibrahim da Doha, Qatar; James W. Nelson Novoa da Ottawa, Canada; Jonas Otterbeck da Lund, Svezia, e Tabona Shoko da Harare, Zimbabwe.

I temi delle ricerche sono i più vari, dal ‘centralismo’ islamico, ossia la visione della cosiddetta ‘Casa dell’Islam’ maturata nel corso dei secoli, alla questione dell’identità religiosa dei portoghesi di origine ebraica a Pisa a fine Cinquecento; dal mondo religioso cristiano argentino-fiorentino di Domenico Migliorucci nell’Ottocento, alla nuova scena musicale islamica pop, fino all’analisi del ruolo della Chiesa cristiana, delle tradizioni religiose locali e dei diritti umani nel processo di riconciliazione nazionale dello Zimbabwe.


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