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Lavoro mercoledì 03 giugno 2020 ore 17:36

​Vertenza Cavalli, presidio alla Fortezza da Basso

I lavoratori dell'azienda dell'Osmannoro hanno effettuato un presidio nelle vicinanze della sede di Confindustria Firenze



FIRENZE — I lavoratori della Roberto Cavalli hanno occupato la piazza della Fortezza da Basso per un presidio di protesta contro la decisione, oramai ufficializzata dalla nuova proprietà, di trasferire l'azienda da Osmannoro a Milano.

I sindacati Femca Cisl e Filctem Cgil Firenze si sono radunati in piazza Bambine e Bamnini di Beslan in occasione dell’incontro in Confindustria tra azienda e sindacati per dire “No alla chiusura della sede fiorentina”. La manifestazione è stata indetta, dopo aver chiesto di interrompere la procedura e visionare il piano industriale, per chiedere una intercessione a Confindustria al fine di mantenere il sito industriale sul suolo fiorentino.

“L’operazione imbastita dalla nuova proprietà della Cavalli, il fondo Dubai Pramac Prosperties, dietro il quale non sappiamo quali capitali finanziari ci siano, è inaccettabile, offensiva e indegna di ogni principio giuridico e istituzionale” ha detto il sindaco Dario Nardella. “Siamo di fronte a 170 licenziamenti neanche tanto mascherati, decisi a tavolino - ha continuato il sindaco - che arrivano in un momento di crisi importante sia del settore dell’export che dell’economia in generale. Oggi più che mai sono al fianco dei lavoratori e dei loro rappresentanti e solidarizzo con il sindaco di Sesto Fiorentino”. 

Anche il sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi, ha preso parte questo pomeriggio al presidio “È doveroso essere qui oggi, con i lavoratori della Cavalli che da mesi aspettano di conoscere dall’azienda le reali intenzioni per il rilancio - ha detto il sindaco - L’unica certezza è il trasferimento di 170 persone a Milano, senza che si conoscano il piano industriale e le reali intenzioni della proprietà. Più passa il tempo e più si concretizza la sensazione di avere davanti 170 licenziamenti mascherati, una prospettiva che lede la dignità dei lavoratori e danneggia il nostro territorio. A Confindustria Firenze, nel rispetto dei ruoli, chiediamo di attivarsi presso il suo associato, evidenziando e sottolineando l’importanza che avrebbe per il nostro territorio il mantenimento di questa realtà produttiva”.



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