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Valentina e i suoi grani antichi a Geo

Valentina è partita da Firenze con una visione chiara e grazie al sostegno della comunità contadina sta riuscendo a portare avanti il suo progetto



FIRENZE — Il servizio di Salvatore Branca in onda a Geo, il programma pomeridiano di Rai3 condotto da Sveva Sagramola e da Emanuele Biggi, ha raccontato la storia di Valentina, quarantenne nata e cresciuta a Firenze.

Valentina a un certo punto della propria vita ha deciso di dare vita all’ambizioso progetto volto al recupero di alcune varietà di grano antico. Si è trasferita in Umbria, ha preso in affitto dei terreni ed ha dato avvio alla coltivazione di queste varietà perdute, animata dal sogno di vederle reintrodotte nell’alimentazione mediterranea. 

E’ stato il genetista esperto di biodiversità, Salvatore Ceccarelli, a spiegarle come siano stati i ripetuti interventi di modifica e selezione genetica operati sul grano nel corso del ‘900, a renderlo molto più ostico alla digestione a causa dell’ispessimento glutinico responsabile anche delle diffuse intolleranze. 

Da ragazza Valentina studiava filosofia e per pagarsi l’università, lavorava in cucina. La sua esperienza come cuoca è cresciuta e le ha dato modo di viaggiare e lavorare come chef in tutto il mondo. La stessa esperienza le ha però innescato un meccanismo di riflessione che la portava a porsi domande che rimanevano senza risposta: da dove viene il cibo che mangiamo? Come viene prodotto? Perché il grano, da base dell’alimentazione mediterranea è passato ad essere uno dei suoi più additati nemici? 

Con questa voglia di scoprire e generare nuovi percorsi per la sua vita e per quella delle generazioni che verranno, Valentina ha avviato un progetto che ha ottenuto un finanziamento regionale per il sostegno allo sviluppo agricolo. Con la collaborazione dell’Università della Tuscia ha poi messo insieme un gruppo di esperti che sostengono la coltivazione ed il recupero di queste varietà di grano scomparse. Dalla teoria alla pratica le cose non son state certo facili e ogni fase, dalla coltivazione alla macinatura, hanno comportato sforzo, fatica e impegno. Ma grazie all’eccezionale solidarietà della comunità contadina di Cannaiola, in provincia di Perugia, che le si è stretta intorno, Valentina è riuscita a ottenere la sua farina, anzi, le sue preziose farine. 

Il desiderio di riallacciare una continuità con le sue origini e quello di ricreare una biodiversità alla base di un’alimentazione sana si sono materializzati tra le mani di Valentina nella forma della prima pagnotta di pane ottenuto dalla farina del suo grano antico ma le appassionanti sfide e il viaggio di scoperta continuano.

Elisa Cosci
© Riproduzione riservata

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