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martedì 21 agosto 2018

Arte giovedì 19 ottobre 2017 ore 19:00

Utopie radicali

Alla Strozzina la retrospettiva sulla straordinaria stagione creativa fiorentina del movimento radicale. Dal 20 ottobre al 21 gennaio.



FIRENZE — All'apertura di Utopie Radicali una folla di persone era in fila tutto intorno al cortile di Palazzo Strozzi per ammirare quella che si prospetta come una delle rassegne più affascinanti del movimento dell'architettura radicale fiorentina nel decennio tra il '66 e il '76. 
Aspettative alte, quindi, che non sono andate deluse, tutt'altro. Utopie Radicali è sicuramente da non perdere per tutti gli amanti dell'architettura, del design. Ma è imperdibile anche per tutti coloro che sono semplicemente curiosi di scoprire di più su un periodo ricco di fermenti culturali, di sogni, di utopie – il titolo della mostra è tutt'altro che casuale – che hanno reso Firenze il centro di una rivoluzione di pensiero capace di impattare con forza sullo sviluppo delle arti a livello internazionale.
Una rassegna di arredi di design talmente senza tempo da essere ricercatissimi ancor oggi – basti pensare al divano Superonda di Archizoom, presentato come immortale icona di stile da Poltronova alla #MDW2016 - tra i quali è possibile perdersi per lasciarsi portare indietro nel tempo, quando a Firenze si costruiva lo Space Electronic in via Palazzuolo e UFO progettava il mitico ristorante Sherwood. Passeggiando per le sale si scopre (o ritrova) l'afflato naturalistico di un movimento architettonico che, precocemente consapevole della necessità di trovare un rapporto più equilibrato tra natura e città, gettava le basi per quello che sarà – solo anni dopo – il giardino verticale di Boeri a Milano, o che attraverso fotomontaggi di grande fascino, collocava prati e boschi in Santa Croce, in San Marco...
Ma si trova anche la moda e il fashion nella campagna di Archizoom Vestire è facile tesa a “smontare” il potere delle case di moda nel determinare l'abbigliamento quotidiano in favore di moduli geometrici indossabili – e realizzabili – da chiunque, seguendo semplici e pratiche istruzioni. Ben più complesso invece realizzare le splendide borse di Buti, che a suo tempo irruppero sulla scena della moda con una tale forza da imporle come icone di stile. E dire che non dispiacerebbe averne una anche oggi, da sfoggiare in città per le occasioni più glam.
Insomma, Utopie radicali è un viaggio nella materia e nel sogno, in un pensiero che si è fatto concreto in oggetti e disegni e che ha lasciato un segno indelebile per le generazioni future. Un'esperienza da fare.

Elena Elia
© Riproduzione riservata



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