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Attualità Giovedì 29 Aprile 2021 ore 13:42

Usca, le storie dei reparti anti-Covid a domicilio

I medici Ruggero e Irene, gli infermieri Stefano e Gemma, l’oss Laura fanno parte delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale contro il Covid-19



FIRENZE — A un anno dalla costituzione le Unità Speciali di Continuità Assistenziale, si raccontano attraverso le storie di chi, medico o infermiere o Oss, ha fatto parte delle squadre attive 12 ore al giorno, 7 giorni su 7.

Sono 40 le squadre Usca che a Firenze hanno effettuato in un anno di lavoro oltre 13.000 visite totali fra quelle a domicilio, negli alberghi sanitari e nelle Rsa, a cui si aggiungono più di 23.000 contatti telefonici e 5.000 tamponi domiciliari. L’attività di vaccinazione, nelle strutture residenziale e di supporto nei presidi ospedalieri e territoriali e ora a domicilio, per i soggetti estremamente vulnerabili e anziani, conta ad oggi un totale di circa 6000 vaccini effettuati.

“Lasciare la squadra? No. Se all’inizio è stato un salto nel vuoto - racconta Stefano, infermiere Usca che ne fa parte oramai da un anno - oggi i valori costruiti, l’espressione della professionalità, l’integrazione e il sempre presente bisogno di dar risposta al mondo Covid mi fanno restare pienamente convinto e attore di una scelta consapevole”. Aggiungono Gemma e Laura, infermiere e Oss Usca: “Le varie figure professionali si supportano, dandosi forza l'una con l'altra”.

“Ricordo le ansie e le preoccupazioni - dice dei primi giorni Irene, medico Usca - Qualcosa si stava muovendo, si stava creando, qualcosa di nuovo, sul territorio con una dinamicità a cui non si è abituati. E in parte ero grata di esserne parte”. 

“Qualche tempo fa abbiamo seguito a casa con visite quotidiane una signora anziana con una brutta polmonite - racconta Ruggero, referente medico Usca e iscritto al corso di formazione in medicina generale - In una delle ultime visite mi ha accolto con un ‘dottore mi ha salvato la vita’. Questi momenti ci danno la carica per andare avanti”.

Il personale medico e infermieristico, ha potuto attuare a domicilio più di 350 ecografie e più di 1000 emogasanalisi e da qualche mese può utilizzare anche l’elettrocardiografo, servizi che in precedenza erano svolti solo in strutture sanitarie. Ad integrazione del servizio sono state garantite le sostituzioni di PEG e l’effettuazione delle radiografie domiciliari. 

“Abbiamo costruito un percorso multiprofessionale - ha detto il direttore della Società della Salute Firenze, Marco Nerattini - per portare a casa del cittadino un servizio integrato. Un obiettivo su cui contiamo e a cui ci affidiamo anche per il futuro”. 


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