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martedì 18 giugno 2019

Attualità lunedì 07 gennaio 2019 ore 13:00

Una linea comune per il decreto sicurezza

Si è svolto a Palazzo Vecchio il tavolo coordinato dall'amministrazione comunale per affrontare il tema dell’accoglienza in vista del decreto sicurezza



FIRENZE — "Vogliamo evitare che a Firenze si determini una ''bomba'' sociale e un problema sociale che diventa poi anche di ordine pubblico e di sicurezza". Queste le parole del sindaco di Firenze, Dario Nardella, al termine della riunione sul tema ''Attualità e prospettive del nuovo decreto sicurezza'', a Palazzo Vecchio.

"Apriamo oggi un tavolo che rimarrà aperto - ha aggiunto Nardella -. Stiamo facendo una mappatura della situazione perché riguarda tutta l'area metropolitana, ci sono i Cas che stanno già chiudendo, siamo a circa una ventina. Siamo in piena emergenza freddo quindi c'è anche un problema di salute e di incolumità di queste persone". E poi, ha detto ancora il sindaco, "apriamo un canale con la prefettura perché ci sono aspetti di ordine pubblico e di sicurezza. Ripeto, una legge che produce più clandestini è una legge che potenzialmente espone le nostre città a problemi maggiori di sicurezza".

Al tavolo organizzato a Palazzo Vecchio, coordinato dall’amministrazione comunale, per affrontare il tema dell’accoglienza e di come mantenere un sistema di integrazione efficace per i migranti e i richiedenti asilo, hanno partecipato sindacati e vari soggetti dell’associazionismo, del volontariato, dell’accoglienza.

"Nessuno a Firenze si è mai sognato di non rispettare la legge, questo però non ci impedisce di denunciarne tutti gli aspetti devastanti dal punto di vista sociale e della sicurezza. A noi non interessa la campagna elettorale sulla pelle della gente", ha continuato Nardella. "Si tratta di un decreto - ha sottolineato il sindaco - che parla di sicurezza ma non dà strumenti per gestire la sicurezza, anzi genera tensione sociale e addirittura produce potenzialmente più clandestini. E' una legge dannosa per tutta la comunità e per questo non stiamo con le mani in mano ma cerchiamo di fare tutto ciò che è possibile da un punto di vista di legittimità". 



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