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Cronaca mercoledì 06 giugno 2018 ore 18:30

Turista morto, "altre parti a rischio in S. Croce"

La relazione dei periti nell'inchiesta sulla morte del turista ucciso da un peduccio in pietra ha evidenziato il degrado di altre parti di capriata



FIRENZE — I risultati della relazione dei periti incaricati dal gip Matteo Zanobini nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Daniel Testor Schnell, ucciso il 19 ottobre da un peduccio in pietra precipitato a terra nella basilica di Santa Croce, sono stati discussi nel corso dell'incidente probatorio in tribunale. Ora le analisi saranno utilizzate per il prosieguo delle indagini sulla tragedia condotte dalla procura di Firenze. 

Secondo i periti, solo analisi "puntuali", "di monitoraggio specifico", "avrebbero potuto consentire una definizione preventiva dello stato di pericolo, prendendo in considerazione la possibilità più o meno imminente del fenomeno di collasso" del peduccio. Senza questa condizione, spiega la perizia, "non era possibile prevedere il collasso della mensola in pietra", tanto più ipotizzare quando si sarebbe staccato. 

Secondo quanto riportato nella relazione, solo un monitoraggio "puntuale" nel corso degli anni "avrebbe permesso di prevedere il collasso del peduccio in pietra. Monitoraggio, viene suggerito, da condurre con "applicazioni soniche e indagini sui legni", con "valutazioni di tipo ambientale" in particolare sull'umidità, "valutazione delle sollecitazioni e degli stati di tensione nei punti più vulnerabili". 

Sempre secondo i periti, infatti, nella basilica si riscontra "uno stato di grave degrado delle porzioni di capriata poste all'interno della muratura, dovuto a umidità ristagnante" ed "è ipotizzabile che la muratura circostante abbia ricevuto costanti apporti di acqua piovana, mantenendo il legno in condizioni sfavorevoli alla propria conservazione". Di conseguenza, c'è, secondo i periti, "l'assoluta necessità di considerare l'analisi approfondita di altre situazioni assai vicine a questa, per caratteristiche e tipologia di problemi" e quindi "suscettibili di evoluzioni tipologia di problemi" e quindi "suscettibili di evoluzioni similari". 

I tecnici dell'Opera di Santa Croce sono già stati informati di altri due elementi di appoggio delle capriate che potrebbero presentare dei rischi. 

Quattro le persone indagate per omicidio colposo nell'ambito dell'inchiesta: la presidente dell'Opera Irene Sanesi, il segretario generale Giuseppe De Micheli, il responsabile tecnico del complesso Marco Pancani e Laura Mannucci, titolare della ditta che fece un restauro nel 2005. 

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